Architettura Gotica

Nell’immaginario collettivo architettura gotica è soprattutto quella che ci ha condotto alle maestose cattedrali, ricche di guglie e pinnacoli, arditi archi rampanti e contrafforti, gocciolatoi mostruosi che sporgono, invadenti, dalle superfici decorate; quella della ampie vetrate coloratissime dagli archi acuti, vertiginosamente alti, che conferiscono un senso di smarrimento e di esaltante ebbrezza. Ed in effetti, nessun altra manifestazione architettonica è più esplicita del gotico nel mostrare l’arditezza della tecnica, il virtuosismo costruttivo.
Nell’architettura gotica si ha una spazialità dinamica che si sviluppa in una ascensionale verticalità delle forme, spinte fino all’inverosimile. Tale propensione si assocerà ad una volontà di tensione dell’anima a Dio e ciò costituirà la base del significato simbolico delle cattedrali gotiche, sospese tra spiritualità ed eresia, tra il cielo e la più terrena delle megalomanie: la sfida alla forza di gravità. Tale tendenza, nasce e si sviluppa in Nord Europa, prevalentemente, nei secoli XIII e XIV. Il gotico vuole stupire, convincere e inibire ed è l’espressione del potere religioso dell’epoca. Il termine, gotico, venne coniato nel 1500 in riferimento a “barbaro”. Si acquisisce quindi in periodo rinascimentale -e in senso dispregiativo-, come appellativo per quelle architetture realizzate con principi privi di criteri di sintesi tra le parti.
L’edificio gotico era considerato infatti piuttosto frutto di somma delle parti, e rispondeva a dei criteri, definibili dall’uomo rinascimentale, appunto come barbari. Tutta l’architettura gotica, era pertanto considerata espressione di un linguaggio poco raffinato e incurante dei fondamentali concetti di proporzionalità degli edifici, e risultava essere generatrice di organismi in genere poco armonici. I caratteri generali del gotico d’oltralpe mostrano archi a sesto acuto e i pilastri esterni – detti contrafforti-, resi più forti per contrastare le spinte eccessive; sulla loro sommità si ergono archi rampanti, atti a sostenere la spinta laterale dell’arco a sesto acuto.
L’arco rampante, diviene anche un elemento decorativo ricorrente dell’esterno delle cattedrali gotiche, come del resto i tipici elementi architettonici a cono, o piramide molto acuta, chiamati guglie o pinnacoli, posti sui contrafforti. Guglie e pinnacoli trovano posto anche lungo gli archi rampanti e sugli spioventi del tetto. Le volte a costoloni e il sistema degli archi rampanti, permise una progressiva riduzione delle masse murarie che non dovevano più assolvere al ruolo di struttura portante. Nelle cattedrali gotiche, il tiburio, posto all’incrocio fra navate e transetto, assume forma di torre, che spesso termina con una guglia acuminata.
A volte, anche altre due torri svettano al di sopra le navate laterali. Un rosone molto ampio, è posto sopra l’imponente ingresso della navata centrale. Essendo infatti riusciti i costruttori gotici a realizzare adeguati pilastri sempre più sottili, liberano ampie superfici, da destinare alle vetrate istoriate dai colori che si accendono alla luce. Pare che la luce che filtra illuminando le immagini sacre ne denunci una origine divina, contribuendo in modo significativo all’indottrinamento dei fedeli. Nella Sainte-Chapelle di Parigi, viene completato il programma di dissoluzione delle pareti operata dal gotico, sostituite da vetrate colorate; La Sainte-Chapelle è un capolavoro voluto da Luigi IX, San Luigi, nel 1248. Anche se già alcune costruzioni normanne già al fine del XII secolo avevano anticipato alcuni elementi dell’architettura gotica, l’edificio che generalmente si ritiene abbia dato il via al linguaggio costruttivo gotico, fu la cattedrale di Saint-Denis, iniziata intorno al 1130; L’Abate Suger, nel 1140-44 fece sostituire lo stretto coro con una costruzione più ariosa, mossa e luminosa. Lo spazio del coro viene così valorizzato divenendo elemento centrale. Esso presenta un doppio deambulatorio, dove si aprono le nicchie delle cappelle collegate tra loro. I costoloni assumeranno una funzione portante. I pilastri portanti sono circondati da piccole semicolonne atte a distribuire e assorbire le spinte trasmesse dai costoloni delle volte. La cosa interessante è che il coro di Saint-Denis per la prima volta generava un ambiente non più suddiviso in sezioni in sé compiute, ma sintetizzate in uno spazio unitario. Questo grazie anche ad alcuni accorgimenti come, la mancata evidenziazione della crociera a la parziale riduzione del transetto, e il fatto di aver prolungato le navate laterali, nei deambulatori del coro.

Notre-Dame
Notre-Dame

In seguito, nella metà del XIII secolo Notre-Dame a Parigi, rappresenterà uno dei più noti esempi di cattedrale gotica; iniziata nel 1163, per la prima volta adotta il sistema aperto dei contrafforti, con degli archi rampanti spettacolari. Il gotico, successivamente, dalla Francia si diffonderà in Europa con particolare riferimento all’Inghilterra e alla Germania. E’ ai monaci Cistercensi che si deve l’introduzione dei nuovi caratteri compositivi in Italia; le numerose chiese abbaziali da loro proposte, si orienteranno in una ricerca di verticalità sia nelle strutture che negli spazi interni. Mentre però le cattedrali d’Oltralpe saranno caratterizzate da una esagerata verticalità, in Italia, lo slancio verticale sarà piuttosto contenuto. Questo fattore è giustificabile attraverso due principali motivi: le condizioni ambientali e la tradizione. Per ciò che riguarda le diverse condizioni ambientali, l’Italia sicuramente, rispetto alle località più a Nord, possedeva una maggiore luminosità e alle Cattedrali non occorreva spingersi troppo in alto per catturare la luce…. Le finestre delle cattedrali gotiche in Italia saranno più piccole e non avremo mai quelle grandi vetrate tipiche delle chiese francesi o inglesi.
Ci si doveva scontrare, del resto, con una tradizione costruttiva, quella romana, che aveva difficoltà ad aderire al gusto gotico, così estraneo e lontano dalle tradizioni costruttive locali. L’architettura romanica, amava esprimersi attraverso i volumi compatti, e voleva dare un senso di pesantezza e stabilità. Per questo il gotico italiano sarà un gotico di compromesso tra le forme tipicamente nordiche e quelle derivanti dalla propria tradizione. L’apparato decorativo esterno, come i pinnacoli, le guglie e i complicatissimi trafori di marmo, qui non attecchiranno. Avremo un arco acuto poco ardito, e non si vedranno torri sulle navate laterali e sul tiburio, né archi rampanti. Esempi di architettura gotica si avranno a Siena che nel corso del XIV secolo ebbe scambi culturali con la Francia, e Venezia per i contatti culturali avuti in area tedesca. Il gotico contribuirà anche a cambiare l’aspetto delle città. Il periodo storico condurrà ad una sempre più spiccata separazione tra l’attività politica, quella religiosa e quella commerciale, di conseguenza anche gli edifici preposti a tali ruoli si caratterizzeranno e, nel tessuto cittadino si ricalcherà per loro uno spazio ben preciso.
Nei centri urbani, la piazza comincia ad assumere un ruolo centrale nella vita della città: qui, spesso accanto alla cattedrale è situato anche il palazzo sede del potere politico. Per questi ed altri motivi, committente delle opere architettoniche non è più solo la Chiesa ma, con l’affermazione nel 1300 della borghesia cittadina, anche cittadini borghesi più ricchi ambiranno a costruire opere pubbliche volte a segnare il nuovo volto della città. È il tempo delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, ognuna delle quali ha un proprio statuto e gonfalone; esse danno il via alle edificazioni di chiese per dedicarle al proprio Santo protettore. Per eseguire i progetti, furono organizzati dei veri e propri cantieri, costituiti dalle associazioni degli artigiani che prendevano parte alla costruzione delle cattedrali. Tutto ciò avveniva sotto il controllo di un capocantiere, che in questo periodo cominciò ad identificarsi con la persona dell’architetto. Mentre nell’Italia del Nord imperverseranno ancora le forme gotiche, a Firenze si innesterà il processo di rinnovamento avviato da Giotto, attraverso un certo recupero della tradizione classica. Firenze diventa pertanto il centro di un rinnovato fervore culturale che getterà le basi del Rinascimento.