Cupole

Che la terra fosse sferica lo sapevano gli antichi greci, che avevano osservato l’ombra della terra sulla luna, durante le eclissi. Lo sapevano gli uomini di mare che avevano osservato le imbarcazioni che si avvicinavano dall’orizzonte, che apparivano sempre mostrando prima l’albero maestro. Allo stesso modo avevano notato che quando si navigava verso una terra montuosa, le montagne erano sempre le prime ad emergere dall’acqua.
Che la terra fosse sferica forse lo avevano intuito anche gli uomini preistorici, osservando gli astri del cielo. Istintivamente presero a danzare in cerchio, a costruirsi ripari a pianta circolare, a costruirsi luoghi sacri, a pianta circolare. Questi uomini più tardi, riconobbero nella copertura a cupola, la giusta estensione nello spazio del cerchio. La cupola protegge, e quindi è assimilabile per forma e funzione al ventre della madre. A cupola, o meglio a pseudo-cupola, (perché la cupola è una struttura spingente, e la pseudo cupola è realizzata mediante semplice sovrapposizione di anelli orizzontali concentrici aggettanti, solo appoggiati,che non esercitano alcuna spinta alla base), furono le prime tombe monumentali. Dette tholos, esse si diffusero dal Peloponneso in molte culture dell’area mediterranea. La più nota è chiamata “Tesoro di Atreo” e si trova presso la zona archeologica di Micene. Presenta una pianta circolare ed una volta ad andamento conico. La tomba è coperta da una collinetta artificiale di terra, e vi si accede da uno stretto e lungo “Dromos”, un corridoio che anticipa lo spazio cupolato. È interessante osservare come il dromos possa essere accostato agli stretti passaggi caratteristici delle tombe ipogee rupestri della Sicilia e della Sardegna. Queste sepolture, che hanno accessi angusti come stretti corridoi, rievocano il percorso dell’uomo alla nascita e pertanto si può immaginare che l’intento di chi ha progettato questi spazi sepolcrali, fosse di augurare una rinascita al defunto. Il dromos quindi e la tholos, potrebbero costituire insieme un modello del corpo materno, fatto allo scopo di propiziare una futura rinascita.
In Sardegna, presso la città di Sassari, Cagliari e Nuoro Le testimonianze della civiltà nuragica, risalenti all’età del bronzo, costituiscono un esempio di architettura megalitica. Sono costruzioni a forma tronco-conica sormontate da pseudo-cupole, che spesso formavano come dei complessi abitativi. La pianta del nuraghe è di forma circolare. La struttura è costruita senza l’ausilio di leganti attraverso pietre squadrate e sovrapposte, che formano le pareti determinando una copertura a cupola.
 Il Nuraghe a Tholos nella forma più semplice è una Torre tronco conica realizzata con la tecnica detta ad “aggetto”con due paramenti murari interno ed esterno.
Anche a Lipari, nelle Eolie, si è scoperto di recente durante i lavori di ristrutturazione di uno stabilimento termale, un edificio con copertura a tholos, caratteristico dell’architettura micenea. Oltre a dimostrare i contatti tra le diverse culture dell’area mediterranea, queste permanenze archeologiche attestano che era comune l’idea di attribuire sacralità alla pianta circolare e alla cupola.
Dopo la tholos, i romani grazie alla scoperta del conglomerato realizzeranno vere e proprie cupole, desunte dalla tradizione architettonica etrusca. Le cupole romane e le successive paleocristiane, furono tutte impostate su base circolare o poligonale. La cupola ebbe a Roma grande successo poiché enfatizzava la centralità del potere. Vennero dotati di cupole,infatti, i più grandi complessi termali e i palazzi imperiali. Ma la cupola più significativa, oltre che una delle più maestose mai costruite dai romani, è quella del Pantheon. Al centro presenta un oculo, cioè una apertura circolare dalla quale si irradia la luce all’interno, incidendo sui lacunari. Iniziato nel 27 a.C. da Agrippa e portato a compimento, con alcuni rimaneggiamenti, da Adriano dal 118 al 125 d.C., il Pantheon suggerisce l’idea del movimento della volta celeste.
Dopo i romani la cupola si realizzerà in molti altri modi, sviluppati poi dai Bizantini. La cupola bizantina è diversa da quella romana, perché si struttura non su base cilindrica ma su base quadrata e necessita di elementi di raccordo. La cupola bizantina si avvale per questo degli angoli incurvati. Tali raccordi sono chiamati “pennacchi”.
Nel VI secolo venne costruita a Costantinopoli (odierna Istanbul) la Hagia Sophia, cioè la basilica della Santa Sapienza che rappresentava la protezione divina di Giustiniano sul popolo. Dopo la conquista ottomana del 1453, essa fece da modello alle moschee cupolate.
Le cupole d’ora in poi si arricchiscono anche di preziosi rivestimenti o elementi decorativi interni. Attribuire un particolare significato al rivestimento interno, come a quello esterno del resto è significativo di una particolare attenzione prestata a questo elemento di copertura.
Le forme e i rivestimenti delle cupole non cambiano soltanto in riferimento al periodo storico ma anche in relazione ai contesti geografici dove vengono realizzate. Addirittura le immagini più usate che reclamizzano mete turistiche particolarmente note, riportano cupole per rendere immediato il collegamento al luogo. L’immagine di Roma più nota è legata al “cupolone”, quella simbolo di Palermo riporta alle rosse cupole di San Giovanni degli Eremiti, e per Firenze non vi è niente di più noto della cupola del Brunelleschi. Ma l’elenco potrebbe continuare con luoghi anche più distanti dall’Italia… la cupola della Roccia a Gerusalemme o quelle blu degli edifici di culto cicladici per le isole greche.
La cupola più nota della storia dell’architettura italiana è sicuramente quella fiorentina, del Brunelleschi. Una cupola, le cui dimensioni non sono mai più state superate da una cupola in muratura tradizionale. È divenuta il simbolo dell’inizio del Rinascimento, del grande risveglio dell’arte e dell’ingegno dell’uomo. Opera straordinaria ed innovativa, la cupola di Santa Maria del Fiore, nasce dall’incontro tra l’arte e la tecnica, il genio ed il rigore.

 Brunelleschi, superò le difficoltà tecniche che impedivano agli architetti del tempo di realizzare l’immensa copertura attraverso un ingegnoso espediente che permise alla cupola di auto sostenersi. Egli infatti concepì una struttura “autoportante”, che si avvaleva di due cupole (una dentro l’altra) che si sostenevano a vicenda.

Altra famosissima cupola è quella progettata da Michelangelo per la Basilica di San Pietro in Vaticano, una architettura concepita come una scultura, che domina la città di Roma. A partire dal periodo barocco, si assiste ad un fiorire di cupole monumentali che arricchirono il panorama architettonico di molte città italiane ed europee. Per citarne alcune, si può fare riferimento a quella della Basilica di Santa Maria della Salute a Venezia, a quella della chiesa di Saint-Louis-des-Invalides a Parigi ed alla cupola della Cattedrale di Saint Paul a Londra, ispirata proprio a San Pietro e a sua volta ispiratrice di quella del Campidoglio di Washington.
La cupola del Campidoglio ci riporta a considerare la cupola come copertura simbolica, che rimanda al concetto di unità, in questo caso unità degli Stati.
Ma il concetto di unità è riferibile sia ad intere ed estese comunità, che al nucleo più piccolo ed essenziale di queste: la famiglia. La pianta centrale per l’abitazione è una delle forme più ricorrenti nelle comunità primitive.
Pertanto, quando si parla di copertura dello spazio sacro, non si deve necessariamente intendere quella dello spazio dedicato al culto, o alla sepoltura. La pianta circolare e/o la copertura a cupola riguarda anche nella storia la copertura dello spazio abitativo. Uno degli esempi più immediati è certamente quello dell’igloo.
Esistono ancora nel mondo altre tipologie abitative a pianta circolare in Siria, Libia, Sud Africa, e Bretagna. In Italia uno degli esempi più pertinenti è quello dei trulli di Puglia
Il trullo possiede la tipica copertura a cono (strutturata con volta a calotta). la volta. viene messa in opera, senza nessuna impalcatura sottostante. La struttura in pietra si regge solo dall’equilibrio di peso e spinte laterali, inoltre, senza alcun legante. La volta del trullo, si rifà al metodo di costruzione a tholos in aggetto che prevede la posa di una serie di anelli concentrici sovrapposti orizzontalmente. Le pietre che vanno a formare il primo strato della volta, sono disposte in aggetto verso la parte interna del trullo. È su questo primo anello che poi vengono sovrapposti, sempre in aggetto, gli anelli successivi, di diametro via via sempre inferiore.
L’ultima pietra si chiama serraglia proprio in relazione alla sua funzione di chiudere, serrare, la volta. A volte l’intradosso della cannela viene levigata dagli spigoli sporgenti dei vari anelli, formando un superficie liscia simile a quelle caratteristiche dalle volte spingenti creando una sorta di pseudo cupola, proprio come nella Tholos Micenea.
L’architettura contemporanea ha dato vita ad un nuovo genere strutturale di cupola: la cupola geodetica. Essa, grazie all’utilizzo di nuovi materiali, è costituita da una struttura concepita attraverso una orditura di triangoli inclinati a formare la superficie di una semisfera. Una delle più interessanti cupole del XX secolo è quella berlinese di Sir Norman Foster. Costruita in acciaio e vetro essa ricopre la nuova sede del Parlamento di Berlino dal 1999. Famosissima anche la sala di proiezione emisferica, chiamata “Géode”, del Parc de la villette a Parigi. Ha la forma di una sfera ed un diametro di 36 mt. È ricoperta da triangoli di acciaio talmente lucido da sembrare degli specchi che riflettono il cielo e lo specchio d’acqua sottostante.

Conclusioni
Fino ad un recente passato la copertura a cupola era destinata a coprire spazi rappresentativi. Era adatta per gli edifici sacri, per i teatri, per importanti palazzi o per le strutture museali. Per luoghi quindi di espressione dell’arte o del potere. Se escludiamo alcuni validissimi esempi di architettura contemporanea nei quali si è utilizzata questa tipologia di copertura con l’attenzione nel conferire un giusto significato, svariate cupole coprono invece oggi spazi dagli usi più diversi. La conseguenza è che il concetto di cupola è sempre più svincolato dal concetto di tempio, sia esso familiare, religioso o della cultura.
Banalizzandone l’uso l’uomo contemporaneo ha svuotato la cupola del suo significato arcaico. L’ha privata del suo antico ruolo sacro. Coperture a cupola vengono utilizzate per i centri commerciali, per gli edifici industriali, per i parchi tematici, e così via.
Entriamo in uno spazio coperto da una cupola e non ci sentiamo più costretti a guardare verso l’alto o a individuarne il centro percependone una precisa spazialità. La cupola è sempre più grande, ne apprezziamo l’innovazione tecnica senza più collegarla al simbolo.
Ci limitiamo a percorrere lo spazio che copre secondo molteplici direzioni, talmente tante che non ne riconosciamo più le principali. Prevale in genere un senso di indifferenza rispetto ad una forma che, per secoli, per l’uomo ha significato qualcosa.