Corleone

Nome Abitanti: corleonesi
Popolazione (2012): 11.286
CAP: 90034
Provincia: Palermo (PA)
Codice Istat: 082034
Codice Catastale: D009
Coordinate GPS (Lat Lng): 37.81667, 13.3
Altitudine (m. s.l.m.): 550
Patrono: san Leoluca
Giorno festivo: 1º marzo
Altre informazioni


Corleone

Sorge in una zona interna di montagna, posta a 542 metri sopra il livello del mare. Dal nome arabo “Qurlian”, Corleone, è un antico centro siculo-punico; il cui primitivo insediamento sorgeva sull’altipiano che domina l’odierno abitato. Fu fortezza bizantina e successivamente dominata dagli Arabi. Nel 1080 veniva conquistata dai Normanni e nel 1095 fu annessa alla diocesi di Palermo. Nel XIII secolo l’imperatore Federico II scacciò i Musulmani e ripopolò il paese con una colonia di Lombardi. Tra il 1440 ed il 1447 divenne un borgo feudale di proprietà di Federico Ventimiglia riscattando la sua libertà solo agli inizi del XVII secolo. La forma attuale del paese risale al XVI secolo.
Durante il XVII secolo, Corleone conobbe un periodo di grave crisi economica e produttiva, che sfociò in una emigrazione di massa durata quasi sino al secondo dopoguerra. Racchiusa da uno scenario naturale di grande effetto, offre un contesto ambientale di estremo interesse.come il Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra e il Lago dello Scanzano e Le Gole del Drago.
Caratteristiche le Rocche Gemelle, Rocca Sottana con un eremo francescano, la Cascata delle Due Rocche e Rocca Soprana sulla cui sommità si trova l’antica torre saracena. Corleone è detta “la Città regia dalle Cento Chiese”, spiccano fra queste la Chiesa Madre fondata intorno all’anno 1000, al suo interno pregevoli opere d’arte; Chiesa di S.Domenico, esempio di architettura barocca, la Chiesa del Carmine del XV secolo con affreschi settecenteschi; la Chiesa di S. Rosalia con opere di Giuseppe Velasquez e Vito D’Anna; la Chiesa di S. Agostino del 1300 al cui interno si trovano notevoli opere d’arte del XVII secolo tra cui un S. Bartolomeo del Ribera.
La Chiesa di S.Rosalia risalente al XVII secolo e la Chiesa di Sant’Andrea, che secondo la tradizione fu ricostruita sui ruderi di un’antica moschea. Corleone oggi si rilancia con iniziative che mirano al recupero di una immagine che si ricolleghi alle numerose risorse culturali e ambientali del suo territorio.

paesaggio rurale

Il territorio circostante il comune di Corleone che comprende anche i comuni di Prizzi, Palazzo Adriano, Chiusa Sclafani e Bisacquino denominato “valle del Sosio”, è ricco di permanenze architettoniche di tipo rurale che sono la diretta testimonianze delle antiche attività che si svolgevano in questo territorio. Tali permanenze costituiscono un valore sia sotto il punto della testimonianza di tipo antropico, ma anche a livello paesaggistico dal momento che arricchiscono l’immagine dei luoghi sottolineandone il carattere identificativo del paesaggio. Questi numerosi edifici rurali, conservano ancora in gran parte i lati caratteristici delle costruzioni di tipo rurale dell’entroterra siciliano. I materiali utilizzati per costruirli sono quelli reperiti in loco e questo ha determinato il tipico rapporto di affinità cromatica che avvertiamo tra la costruzione e il paesaggio circostante.
Le costruzioni rurali, apparentemente spontanee, sorgono nel territorio tenendo conto delle precise esigenze di tipo funzionale cui sono destinate, ed anche del clima prestando attenzione all’orientamento e alla disposizione delle pareti. Costituiscono un esempio di architettura integrata che, come tale, deve essere recuperato tenendo conto della ricerca della “funzione appropriata” da applicare. Il territorio presenta oltre alle note masserie, bagli e mulini, anche semplici ricoveri agricoli, pagliai e case di abitazione realizzate anticamente per ricoprire una funzione abitativa a carattere provvisorio o permanente.
Le abitazioni a carattere temporaneo erano quelle utilizzate per sporadici pernottamenti funzionali alla coltivazione del fondo. Molte di queste nel tempo sono state poi recuperate e trasformate in residenze a carattere stagionale dagli stessi proprietari. Le caratteristiche costruttive e tipologiche di questi edifici sono comuni quasi a tutti; generalmente i ricoveri sono ad un solo livello ed i due livelli sono caratteristici delle costruzioni a carattere abitativo.
Le mura sono realizzate in pietrame misto informe e la copertura è a “a falde”. Gli orizzontamenti sono generalmente solai in legno. I pagliai, realizzati con pietrame a secco ed a pianta circolare con copertura di paglia, sono le costruzioni più semplici. Molte permanenze sono ormai ridotte allo stato di rudere o a causa di un abbandono della coltivazione dei terreni o per essere stati sostituiti da edifici più recenti. Altri sono stati destinati al ruolo di semplici magazzini. Generalmente le permanenze rurali di tipo architettonico sono collocate cronologicamente tra il XVIII sec. e la fine del XIX. A volte una tipologia di case a “corpi aggregati “si evolve fino a raggiungere articolazioni più complesse come i veri e propri borghi rurali.