SUL PONTE CHE NON C’E’

 

E adesso che le polemiche sul ponte sullo stretto sembrano essersi spente, è interessante condividere questo breve stralcio tratto da:

 Rivista sicilia n 7  del  1954
Calabria e Sicilia si guardano

Gian Paolo Gallegari

 (…)Mi sovvenne il progetto del ponte che dovrebbe in futuro collegare la Calabria alla Sicilia e pensavo che se ci fosse già stato, dai nostri cinquemila metri sarebbe apparso come un minuto duplice segmento segnato a matita: tanti miliardi indicati da un segno convenzionale. Il Ponte sullo Stretto: l’avvenire, il progresso, la fine del mito di Scilla e Cariddi. Mi sento in perpetua contraddizione fra la civiltà che ha i suoi diritti dinamici e la tradizione che ha il suo colore e i suoi classici richiami. Penso con soddisfazione alle file di autocarri che alla notte con la lama dei loro fari legheranno Reggio a Messina, ma temo di perdere la magia delle luci di Messina, viste da Reggio, come staccate da un altro mondo e riflesse sul mare; e il traffico delle barche fra le due rive, con verdure e masserizie; e il solenne arrivo del traghetto con i suoi vagoni ferroviari pieni di gente ai finestrini; e quel riprendere dei treni e delle automobili dal mare alla terra, dal lento trasporto alla corsa autonoma, tutto come una pausa necessaria alle cose e alle menti perché sia ben netto il passaggio dall’isola al continente. (…) il mare , anche in un braccio sottile come questo, divide; un ponte unisce, dà continuità alle terre e spezza i confini.

Paola Campanella


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