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Landscape in progress

Landscape in progress” nasce appunto dalla convinzione che per favorire efficacemente una presa di coscienza fra i non addetti ai lavori, e offrire al tempo stesso a questi ultimi uno strumento utile alla loro ricerca, ci sia bisogno di immagini, che sia urgente stimolare la gente a ritrovare per i luoghi in cui si svolge la loro vita, uno sguardo cinematografico, capace al tempo stesso di far riflettere e di far sognare, di informare e di emozionare: che sia importante trasmettere il messaggio che il paesaggio non va cercato solo sullo sfondo dell'orizzonte, o nelle oasi di eccezionale qualità, ma nella strada sotto casa”. Con queste parole Enzo De Amicis, architetto e documentarista, commenta su IUAV: 103, il progetto “Landscape in progress”, che il sito FotoArteArchitettura ha deciso di contribuire a diffondere.
Si tratta infatti, a detta dei promotori, di un progetto dell'associazione "Il paesaggio chiama" ONLUS, un'iniziativa non profit finalizzata a sensibilizzare la collettività al tema primario del paesaggio, promuovendo una presa di coscienza della ineludibile necessità della sua tutela, valorizzazione e innovazione, nello spirito della Convenzione europea del paesaggio, che ne amplia la nozione a tutto il territorio.

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Parco Reggia di Caserta

Parco Reggia di Caserta - vedutaIl parco della Reggia di Caserta appare in tutta la sua magnificenza appena varcata la soglia posteriore della residenza reale. Lo spazio che precede il visitatore si dispiega immenso lungo una linea direttrice marcata, un asse, che invita al percorso nonostante la percezione delle distanze.
Si inizia il percorso godendo delle numerose cascate, fontane e gruppi scultorei, circondati dal verde lussureggiante di alberi ben ritagliati, che disegnano la prospettiva del viale.
Salendo si incontra infine la splendida cascata, che con il suo salto di ben ottanta metri, stupisce e gratifica chi ha deciso di salire a piedi. I gruppi scultorei nella vasca della cascata sono ispirati al mito di Diana e Atteone. Inutile dire che costituiscono uno spettacolo nello spettacolo…. Alla destra della grande cascata il giardino all'Inglese, opera del giardiniere inglese J. A. Graefer, che nel 1782, inserì numerose specie botaniche che ben si prestavano ad un disegno di giardino romantico, ricco di suggestive sorprese vegetali e scultoree. Il giardino per Graefer doveva inoltre possedere le caratteristiche dell'orto botanico, per cui curò personalmente l'introduzione di specie esotiche difficili da acclimatare.

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Natività mistica di Botticelli

Natività mistica - Botticellidel 1501, tempera su tela 108,5 x 75 cm custodito alla National Gallery di Londra.
Botticelli, artista inserito nell'ambito della sfera culturale medicea della Firenze della II metà del ‘400, ci mette di fronte ad un mistero difficile da comprendere. La scena appare a prima vista come una consueta rappresentazione della natività, ma alcuni segnali ci informano che non si tratta di una natività qualsiasi, e ci indicano che il linguaggio stesso di Botticelli volge verso una sensibilità diversa. Molti critici affermano che tale cambiamento deriva da una crisi religiosa dell'artista in corrispondenza degli eventi storici che coinvolsero la sua città sul finire del 1400. Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico, e nel 1498, Savonarola venne arso sul rogo … A tal proposito si ricorda che Botticelli si era avvicinato alla predicazione del frate e probabilmente ne rimase sconvolto. Natività mistica porta in sé quindi tutte le incertezze, le speranze e i dubbi dell'artista.
La prospettiva geometrica è abbandonata in favore di una impostazione gerarchica delle proporzioni, alla maniera medievale. Le proporzioni dei personaggi sono quindi alterate e le forme, non più morbide, sono suggerite come spigolose o decisamente angolari, alterate nelle loro sporgenze. Linee verticali si oppongono alle orizzontali in un continuo rimando di scontri lineari.

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Il Natale nell'arte

Quel bambino che emanava Luce

La Notte - Correggio del 1525-30Nella rappresentazione olio su tavola, della Adorazione dei pastori del Correggio del 1525-30 dal titolo “La Notte”, esposta a Dresda, il Bambino Gesù emana Luce. La luce è quella divina, quella della verità. Verità che si oppone alla mancanza di verità, luce che si oppone al buio dell'assenza di vita. E come venuta di Luce, sarà riprodotta la venuta del Signore sulla terra, dai molti pittori che, da un certo momento in poi, sono stati chiamati a raffigurare uno dei misteri più grandi del Cristianesimo.
Il tema della Natività in arte ha però origini molto più antiche…. Agli albori del Cristianesimo si cominciano ad elaborare le prime immagini destinate a raffigurare la nascita di Gesù, aventi come riferimento i cosiddetti Vangeli dell'Infanzia…
Luca 2,7 riporta che Gesù nacque “in una mangiatoia”. Volendo interpretare in senso allegorico questo giaciglio possiamo vedere in Gesù Bambino già la prefigurazione del Corpo di Cristo, di cui il Cristiano si ciba nel rito Eucaristico..
Anche il bue e l'asinello, presenti per scaldare Bambin Gesù all'interno della grotta, in realtà sono presenze simboliche e stanno a rappresentare il popolo ebreo e quello pagano in riferimento ad un passo della profezia di Isaia 1,3: “il bue conosce il proprietario e l'asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende”. Nessun Vangelo riporta infatti la presenza di animali nella grotta dove è nato Gesù.

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Il Caravaggio scomparso

Natività - CaravaggioChissà dove si trova adesso l'opera di Caravaggio, trafugata dall'Oratorio di San Lorenzo di Palermo nell'Ottobre del 1969. Chissà quanto è stata lesa questa città in termini di immagine per non avere protetto questa meravigliosa opera, e quindi per non avere permesso alle sue giovani generazioni di osservarla dal vero, di riceverne un vantaggio in termini di educazione alla bellezza.
Chissà inoltre quanto avrebbe reso in termini di formazione di future sensibilità artistiche questo capolavoro, il cui valore di mercato è deducibile da quello stimato per le altre opere dello stesso Caravaggio, ma che in realtà è un'opera inestimabile, se consideriamo che avrebbe potuto portare alla città di Palermo, in termini di ricaduta turistica, notevoli benefici economici. Non resta che sperare, nell'ipotesi che l'opera non sia ancora andata distrutta, che un giorno l'opera possa essere recuperata, magari da chi in questi anni, ha instancabilmente indagato al fine di restituirla alla collettività.
Lunghe ed accurate indagini hanno condotto all'ipotesi che il furto sia stato commissionato dalla mafia….

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Picasso - De Chirico due opere a confronto

Le due opere sono Le muse inquietanti - De ChiricoLe muse inquietanti di De Chirico e Poveri in riva al mare di Picasso.
De Chirico dipinge nel 1916 un quadro che pare riproporre, reinventandola, la famiglia di poveri in riva al mare di Picasso. Alcune straordinarie analogie possono infatti essere colte osservando con attenzione i due dipinti. I personaggi della famiglia picassiana sono tre. Come quelli raffigurati nelle “Muse”. La postura è la stessa con alcune varianti.
Osserviamo prima di tutto la figura femminile del quadro di Picasso: è realizzata volta di spalle ed ha il capo reclinato verso il petto. Il suo abito si conclude con delle pieghe verticali molto incise che la fanno apparire come una colonna classica scanalata. Un mantello lascia intravvedere la forma delle spalle, e cade poi disegnando delle curve.

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