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coralloTrapani e il suo mare, fonte di vita di ricchezza, da cui si trae il sale ed il corallo, arborescenza fluttuante nata dal sangue della Gorgone. Il corallo, frutto del mare e del mito, è stato per secoli uno dei simboli della città e considerato un amuleto magico per tenere lontano le malattie e apportare ricchezza. L'elaborazione di oggetti in corallo in quest'area è antichissima. Rametti sommariamente lavorati sono stati rinvenuti in sepolture del Paleolitico risalenti a 35.000/8.000 anni a.C.

Grandi maestri corallai trapanesi, fin dalla seconda metà del ‘500, con le loro preziosissime opere hanno reso famosa in Europa la città. A Trapani la lavorazione del corallo ha infatti inizio nella prima metà del XV secolo, all'inizio praticata ad opera di artigiani ebrei, alla fine del Seicento conta numerose botteghe per la lavorazione del corallo. La produzione comprendeva prevalentemente oggetti di culto, come le bellissime statuine di santi e i Crocifissi, prodotti dalla collaborazione artistica di maestri corallari e orafi, e realizzati su supporti in rame dorato con incastri di sferette, baccelli mezzelune e ovuli, che nel loro complesso costituiscono la tipica produzione trapanese. Si narra che nella seconda metà del Cinquecento dal porto di Trapani partì l'opera più bella mai realizzata dai mastri corallari, una "Montagna di Corallo" composta da novanta figure che ripercorrevano la vita di Cristo e della Madonna donata dal Vicerè di Sicilia al suo Sovrano Filippo II di Spagna, forse ancora oggi conservata nelle profondità del mare a causa di una violenta tempesta.
Trapani ha preceduto nella lavorazione artistica del corallo, altre città che nei secoli ne sono divenute famosi centri di pesca, raccolta e lavorazione; a Napoli per esempio la pesca del corallo era cominciata già nel periodo della dominazione normanna, ma raggiungerà massime espressioni artistiche nell'arte del corallo solamente nel Quattrocento, quando si attesterà a Napoli l'arrivo di maestri trapanesi. Una crisi nel 1800 ha travolto la pesca e la lavorazione del corallo, relegando in posizione subalterna rispetto alle nuove iniziative industriali che privilegiarono l'oro, l'antico gioiello in corallo. Nel Novecento, il corallo entra a pieno titolo nella produzione dell'altissima gioielleria. Famose in Europa le realizzazioni di Boucheron, Cartier e Van Cleef, in particolare le creazioni dalle forme stilizzate e geometriche di stampo decò. In questi secoli la pesca del corallo è molto fiorente lungo le coste francesi ed italiane e in breve tempo Trapani si riaffermerà, non solo come luogo di produzione, ma anche come luogo di lavorazione del corallo.
Oggi, decine di moderni corallini vanno alla riscoperta dei banchi che avevano prima reso famosa la città: il mare di tramontana, le pareti sommerse di San Vito lo Capo, gli scogli di Bonagia, le orlate del Banco Scherchi. Una bellissima collezione di opere in corallo realizzate da abili artigiani dal XVI al XVIII secolo, è conservata al bellissimo Museo Pepoli, prestigiosissimo scrigno di opere altrettanto belle. Al Museo si accede dal Giardino dei Santuario dell'Annunziata. Bellissimo il Chiostro rinascimentale dell'ex Convento dei Padri Carmelitani, edificio di origine trecentesca (rifatto tra il 500 ed il '700). All'interno,: lo scalone monumentale detto "magnifico” imponente opera architettonica tardo rinascimentale e barocca. Le opere in corallo si trovano nella sala di esposizione dei gioielli siciliani (XVII sec.) realizzati in oro, corallo, argenti e pietre preziose e smalti. Oltre ai preziosi coralli il Museo espone collezioni di opere scultoree del '500 e del 600, di dipinti che vanno dal XIII al XVUI sec., importanti reperti archeologici e antiche statuine da presepe opere di Giovanni Matera e di Alberto e Andrea Tipa (XVIII sec.) realizzate in legno, tela e colla e le ceramiche fra cui, bellissimi, i pavimenti maiolicati del XVIII sec. raffiguranti scene della pesca del tonno e del corallo.

Paola Campanella