Questo sito utilizza cookie di profilazione di altri siti per inviarti messaggi pubblicità in linea con le tue preferenze. Questo sito utilizza servizi di statistiche esterni alla struttura. I servizi di statistiche utilizzano cookie per elaborare i propri dati. L'utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su Informativa estesa. Continuando ad utilizzare il nostro sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. 

Il Dopoguerra

Lo scoppio della seconda guerra mondiale, che ha come fronte primario il bacino del Mediterraneo danneggia ulteriormente le condizioni dell'Isola. Come documentano molte foto storiche relative al periodo che segue il II conflitto, le condizioni economiche dell'isola nell'immediato dopoguerra erano allo stremo. I danni causati dal conflitto, soprattutto alle forniture di energia, hanno causato forti ripercussioni in vari settori. Si trattava di recuperare intere aree degradate dai disastri della guerra, di ripristinare la fiducia nella gente stremata da anni di paure e condizioni di indigenza, di favorire le condizioni per una ripresa economica. Nel 1944, sorgono alcuni movimenti separatisti come ad es. il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, guidato da A. Finocchiaro Aprile. Il Governo Italiano il 15 maggio 1946 promulga con un decreto, (convertito in legge nel febbraio del 1948), uno Statuto, che sancisce per la Sicilia una autonomia regionale a statuto speciale. Nell'aprile del 1947 viene eletto il primo Parlamento regionale. Per finanziare progetti industriali e agricoli, viene creata la Cassa per il Mezzogiorno. Si prosegue in seguito alla “riforma agraria” anche nella costruzione di borghi rurali, di supporto alla coltivazione dei vari appezzamenti di terreno sorti in luogo dei latifondi. Tra gli anni '40 e '50 si erano infatti svolte alcune imponenti manifestazioni di braccianti agricoli siciliani che, rientrati dalla guerra, chiedevano a gran voce la distribuzione della terra dei latifondi. Nel 1944, il Governo emana, su proposta del ministro per l'agricoltura F. Gullo, un decreto al fine di ridefinire le quote di riparto nei contratti di mezzadria e prevedere la concessione delle terre incolte a cooperative di contadini. Nel luglio 1945, contadini e braccianti si mobilitano pertanto al fine di chiedere l'applicazione di tale decreto. Nel 1950, la Legge Regionale n.104, intitolata Riforma agraria in Sicilia comporta la nascita dell'ERAS, e dispone l'assegnazione a coltivatori diretti dei terreni eccedenti certe estensioni.
Pertanto si perviene ad altre costruzioni di borghi rurali e dotazione di servizi. Ma, la politica agricola del secondo dopoguerra, intesa alla creazione della "piccola proprietà contadina", non portò a quel rafforzamento del tessuto agricolo sperato. Nell'immediato la riforma agraria allentò le tensioni sociali, ma non impedì il successivo fenomeno dell'abbandono delle campagne. Molti borghi restano disabitati e anche quelli del '40, dove si era innestato un modo di vita, vengono progressivamente abbandonati. Nel 1968 la valle del Belice è colpita da un terremoto devastante che colpisce molti comuni alcuni dei quali ne usciranno completamente distrutti. Ruderi di GibellinaE' questo il caso di Gibellina, che sarà totalmente ricostruita addirittura in un luogo diverso dal suo nucleo originario. Nel luogo ove sorgeva la vecchia Gibellina, adesso restano alcuni ruderi e un'opera di arte contemporanea nel territorio, conosciuta come il Cretto di Burri, che vuole rappresentare la memoria tangibile di quel tragico evento. Nel 1977, lo Stato italiano trasferisce le competenze primarie in materia di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale alla Regione Siciliana insieme alle province autonome di Trento e di Bolzano.

Nelle principali città dell'isola prosegue una inarrestabile crescita urbana, a volte caotica e senza regole, forgiando degli spazi periferici spesso privi di qualità. Molti comuni in assenza di piano regolatore acconsentono alla costruzione in aree non idonee ad una urbanizzazione. Palermo si sviluppa lungo le sue maggiori direttrici e ingloba molti nuclei di borgate storiche al suo interno. Il Centro Storico della città, uno dei più interessanti e ricchi di testimonianze architettoniche d'Italia, conosce un periodo di progressivo degrado, che cessa solo intorno agli anni 1980/90 in seguito alle numerose iniziative di recupero che conferiranno al centro storico della città, una nuova immagine. Analoghi episodi conoscono molti altri Comuni dell'isola.
Anche il patrimonio ambientale, ora definito paesaggistico, conosce attraverso l'istituzione dei Parchi, - i più noti dei quali sono quelli delle Madonie, Nebrodi e dell'Etna-, una adeguata rivalutazione. È stata infatti superata la visione tradizionale in chiave di protezione del paesaggio come “quadro naturale”, e si è affermata una visione di paesaggio come forma del territorio, in un movimento continuo, in cui l'uomo modifica il paesaggio e ne è esso stesso modificato. L'identità della comunità, che il paesaggio racchiude in sé, diventa un punto nodale per la conoscenza, l'interpretazione e il progetto del territorio. La situazione di recupero relativa ad alcune aree dell'isola, che hanno nel passato conosciuto il devastante fenomeno della speculazione edilizia, è quella che si è presentata e si presenta tuttora come la più difficile. Un caso emblematico quello relativo ad alcuni tratti di costa, che ancora oggi si presentano offese dalla presenza di zone di urbanizzazione selvaggia, costituita prevalentemente da abitazioni ad uso stagionale. Altro caso emblematico quello della “Valle dei Templi”, che comunque non si presenta, come spesso è stato pubblicizzato, in cattivo stato. Si tratta anzi di uno dei parchi di istituzione più antica, che si qualifica come uno dei meglio conservati nel suo complesso. Le situazioni di abusività si riferiscono infatti ad alcuni specifici casi manifestatisi al di fuori delle regole, all'esterno dell'area del Parco. Tali episodi, disturbando l'unitarietà visiva dell'area archeologica se osservata da alcuni punti di vista, sono stati eliminati da interventi mirati di demolizione.
Oggi si cerca di riparare ad alcuni errori commessi nel passato e di attuare politiche di recupero per la salvaguardia complessiva del paesaggio siciliano inteso come sintesi di componenti visive, simboliche, naturali e antropologiche.

Paola Campanella