{"id":2445,"date":"2022-04-01T12:36:02","date_gmt":"2022-04-01T10:36:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/?p=2445"},"modified":"2022-06-06T19:01:35","modified_gmt":"2022-06-06T17:01:35","slug":"nellottocento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/snc\/palermo\/nellottocento.html","title":{"rendered":"Palermo nell&#8217;ottocento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella piazzetta St. Spirito, tra la Porta Felice e via Butera si trova una scalinata che conduce alla cosiddetta &#8220;<strong>passeggiata delle cattive<\/strong>&#8220;, pubblico parterre costruito sopra le mura nei primi dell&#8221;800. La lunga e larga terrazza, ornata di piante e sedili era la meta prediletta delle vedove, chiamate &#8220;cattive&#8221;, che vi si recavano per effettuare le loro passeggiate in un luogo senza dubbio pi\u00f9 riservato rispetto a quello della sottostante &#8220;passeggiata alla marina&#8221;, il luogo pi\u00f9 frequentato della citt\u00e0. L&#8217;attuale Foro Umberto I, comunemente chiamato dai cittadini&nbsp;<strong>Foro Italico<\/strong>&nbsp;dal nome che aveva assunto dopo il 1948, rappresentava la &#8220;passeggiata alla marina&#8221; che solevano praticare i cittadini palermitani sin dal periodo della costruzione della strada.<br>Nata come &#8220;Strada Colonna&#8221; dal nome del Vicer\u00e8 che ne sugger\u00ec la costruzione e che govern\u00f2 la Sicilia dal 1577 al 1584, la passeggiata si afferm\u00f2 subito come uno dei principali luoghi di svago e ritrovo della cittadinanza, che si recava alla marina non solo per passeggiare in riva al mare, ma anche per udire concerti ed assistere agli spettacoli che vi si svolgevano. La passeggiata quindi divent\u00f2 una consuetudine che, pur con le dovute differenze, si mantenne nei secoli successivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio dalla passeggiata alla marina che voglio trarre spunto per restituire una immagine di una Palermo dell&#8217;Ottocento, che recava in s\u00e8 la speranza di un prospero futuro, di una innovazione tecnologica, di una evoluzione sociale e culturale. Alla passeggiata alla marina si andava per vedere e farsi vedere&#8230; e Palermo, agli albori del XIX secolo, era proprio cos\u00ec: desiderosa di farsi notare.<br><br>Palermo era riuscita ad ottenere da Ferdinando di Borbone la Costituzione nel 1812. Nel 1813 il primo Parlamento. Ma nel 1815 Ferdinando torna al trono di Napoli, e abolisce la Costituzione concessa alla Sicilia tre anni prima unificando i due regni, e diventando Ferdinando I, Re delle due Sicilia. Seguirono i moti rivoluzionari del &#8217;20, del &#8217;48 e infine quelli dell&#8217;Aprile del 1860, che precedettero la venuta di Garibaldi nel mese di Maggio. Quindi la Sicilia dell&#8217;Ottocento \u00e8 divisa in due distinti periodi, quello della Sicilia borbonica e quello della Sicilia unitaria. Il 22 Ottobre del 1860, la Sicilia fu annessa al Regno d&#8217;Italia. Il passaggio ad un&#8217;Italia unita pose dopo il 1860 non pochi problemi di tipo amministrativo, dal momento che, le vecchie strutture economiche-sociali della Sicilia erano ancora inadeguate a camminare di pari passo con quelle nazionali. Inoltre essendo stata Palermo tolta ai Borboni in modo non indolore, si trattava di approntare una vera e propria opera di ricostruzione per quelle parti della citt\u00e0 che erano state devastate, oltre a quelle opere che dovevano adeguarla alle nuove prospettive di espansione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Strada della Libert\u00e0<\/strong>, importante asse viario della citt\u00e0 posto urbanisticamente in continuit\u00e0 con quello antico della via Maqueda, (quello lungo il quale oggi troviamo i principali negozi e locali della citt\u00e0), fu voluta dal governo di Ruggiero Settimo, che decise per il prolungamento dell&#8217;asse della via Maqueda, dal piano di S. Oliva alla contrada dei Colli. Tale decisione indirizz\u00f2 lo sviluppo successivo della citt\u00e0 verso Monte Pellegrino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo periodo si afferm\u00f2 una nuova classe emergente, che, provenendo da realt\u00e0 di tipo imprenditoriale, diede un nuovo impulso economico alla citt\u00e0 di Palermo.<br>Esponenti di primo piano della borghesia palermitana furono ad esempio i Florio, imprenditori attivissimi, possessori di una flotta mercantile, di cantieri navali, di una fonderia e di numerose altre attivit\u00e0 che spaziavano da quella vitivinicola a quella della produzione di ceramica.<br>I Florio contribuirono ad instaurare a Palermo quel nuovo clima di sviluppo per cui la citt\u00e0 riusc\u00ec a ottenere, in quel periodo un ruolo nella vita socio-politica e culturale del Paese.<br>Dal 1840 Vincenzo Florio L&#8217;influenza della cultura inglese nella Palermo di quegli anni si conferma anche in alcuni interventi come quello del Giardino inglese, progettato da G.B. Basile lungo l&#8217;asse della via Libert\u00e0 e la trasformazione in un tipico square della piazza Marina, (il giardino Garibaldi), tra il 1861 e il 1864.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, la borghesia palermitana in ascesa, desidera dotare Palermo di un importante Teatro che possa rendere la citt\u00e0 pari a quelle Europee. Cos\u00ec in una citt\u00e0 che in quel periodo aveva bisogno di convogliare risorse in opere anche meno nobili, ma certo necessarie, si avvia la costruzione di uno dei monumenti pi\u00f9 famosi di Palermo: il&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/snc\/palermo\/teatro-massimo.html\">Teatro Massimo<\/a><\/strong>.<br>La storia di uno dei pi\u00f9 bei teatri del mondo inizia cos\u00ec tra le polemiche nel 1864, quando si bandisce il concorso internazionale per il nuovo teatro lirico di Palermo. Presiedeva la giuria Goffredo Semper che dichiar\u00f2 vincitore Giovanbattista Filippo Basile. Come sede per il Teatro fu scelta un&#8217;area situata tra il centro antico della citt\u00e0 e la nuova linea d&#8217;espansione a settentrione. Per far posto al teatro dovettero essere eseguite numerose demolizioni tra cui due importanti monasteri, quello di San Giuliano e delle Stimmate e parte dell&#8217;antica cinta muraria della citt\u00e0.<br>\u2026Ai lavori si dette inizio nel 1875 sotto la direzione dell&#8217;arch. G.B. F.Basile che per\u00f2 mor\u00ec nel 1891 senza vedere completata la sua opera. Alla direzione dei lavori subentr\u00f2 il figlio Ernesto, sotto il quale il teatro venne completato. Il Teatro Massimo venne inaugurato col Falstaff di Verdi nel 1897. Fiancheggiano l&#8217;ingresso due bronzei leoni che rappresentano la tragedia e la lirica.<br>Il teatro Massimo rappresenta uno dei teatri pi\u00f9 belli del mondo, terzo in Europa per estensione, dopo l'&#8221;Oper\u00e0&#8221; di Parigi e l'&#8221;Opernhaus&#8221; di Vienna, (copre un&#8217;area di ben 7730 mq.), e pu\u00f2 contenere fino a 3400 spettatori. Dopo i lavori di restauro per lo svolgimento dei quali il Teatro \u00e8 rimasto chiuso dal 1974, \u00e8 stato restituito alla collettivit\u00e0 nel 1997, sotto l&#8217;allora sindaco Orlando.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/images\/stories\/Fotopic\/sicilia8\/liberty2.jpg\" alt=\"palazzina liberty - particolare\"\/><figcaption>palazzina liberty &#8211; particolare<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1892 a Palermo si realizza l&#8217;esposizione Nazionale. Fu un evento di particolare rilevanza poich\u00e8 con essa si inaugurarono i primi legami formali e strutturali del Liberty con il contesto urbano della citt\u00e0. E. Basile, figlio di G. F. Basile, fu impegnato nella progettazione della Galleria delle macchine, del Palazzo della mostra delle belle Arti e dell&#8217;Edificio principale contenente il salone delle feste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basile fu il principale protagonista del Liberty palermitano. Esempi del linguaggio liberty a Palermo realizzati da E.Basile sono: lo Stand Florio del 1905; Il chiosco Ribaudo in Piazza Castelnuovo del 1916; Villa Igea del 1899; Villino Florio del 1881; Villino Ida Basile del 1903; il Kursaal Biondo del 1913; Il Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia del 1912 e il chiosco Ribaudo del 1887 in Piazza Verdi. Villa Igiea, che nasce per volere della famiglia Florio venne progettata nel 1908 da Ernesto Basile che la sovrappose ad una costruzione precedente ispirata al \u2018400 siciliano di propriet\u00e0 di un gentiluomo inglese (Downviller).<br>La villa presenta ancora gli originali arredi liberty, realizzati dallo stesso Basile nel 1898.<br>AL cosiddetta &#8220;sala Basile&#8221;, decorata con splendidi affreschi del pittore E. De Maria Von Bergler, \u00e8 un esempio di come anche a Palermo si rispondesse al principio -tipico del Liberty- di pensare alla progettazione anche degli elementi di arredo, oltre che delle parti architettoniche degli edifici. Si trattava infatti di una progettazione che considerava importante estendere i principi compositivi del liberty a tutti gli aspetti della vita di chi era destinato a abitare in un edificio liberty.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/images\/stories\/Fotopic\/sicilia8\/liberty4.jpg\" alt=\"palazzina liberty - Palermo\"\/><figcaption>palazzina liberty &#8211; Palermo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Palermo tuttavia non ha aderito completamente al &#8220;liberty&#8221; ma ha introdotto tale linguaggio attraverso alcuni specifici segni. &#8220;Segni morfologici peculiari &#8211; afferma A. Sciarra Borz\u00ec, nella pubblicazione su E. Basile- risemantizzati con maestria, a volta da pochi architetti dell&#8217;epoca con molta attenzione alla tradizione siciliana con lessico soprattutto attinto alla Sicilia orientale&#8221;. Gli episodi si concentrano nel tema della residenza, e cos\u00ec &#8221; Nel momento liberty palermitano, la villa emblematica di tipo residenziale, non pi\u00f9 esclusivamente stagionale, veniva uniformandosi alle analoghe realizzazioni europee, poich\u00e8 il comune denominatore di tipo sociale (l&#8217;affermazione a livello internazionale della borghesia medio alta) le accomunava&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opere riferibili al Liberty sono ricche di grazia e eleganza. Il Liberty ha agito nella citt\u00e0 senza turbare n\u00e8 incidere con forza, ma per lasciare il segno ha tracciato una linea leggera e sinuosa come il disegno di una decorazione floreale, sfuggita alla mano di un disegnatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella piazzetta St. Spirito, tra la Porta Felice e via Butera si trova una scalinata che conduce alla cosiddetta &#8220;passeggiata delle cattive&#8220;, pubblico parterre costruito sopra le mura nei primi dell&#8221;800. 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