{"id":1429,"date":"2022-03-15T10:30:33","date_gmt":"2022-03-15T09:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/?p=1429"},"modified":"2022-06-06T19:02:14","modified_gmt":"2022-06-06T17:02:14","slug":"sfincione-di-san-vito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/snc\/primi-piatti\/sfincione-di-san-vito.html","title":{"rendered":"Sfincione di San Vito"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo &#8220;Sfincione di San Vito&#8221; \u00e8 tipico per la notte di San Silvestro. Senza salsa di pomodoro, \u00e8 quello considerato pi\u00f9 tradizionale. Vi sono naturalmente alcune varianti rispetto alla ricetta canonica, che vedono la presenza di cavolfiore, patate o pomodori pelati sull&#8217;ultimo strato di condimento. Vi \u00e8 poi lo sfincione cosiddetto infigghiulatu cio\u00e8 &#8220;con un figlio dentro&#8221; Il tipico spincione presenta una pasta di pane, lievitata, di forma circolare, condita prima di essere infornata con sarda salata, cipolla, formaggio olio, e la mollica di pane che costituisce l&#8217;ultimo strato di condimento.<br>A Bagheria, (a differenza di Palermo dove si condisce con la salsa di pomodoro), la pasta, \u00e8 fatta lievitare ben due volte ed \u00e8 predisposta con maggiore quantit\u00e0 d&#8217;acqua; inoltre pur essendo schiacciata deve rimanere pi\u00f9 alta, per potere gonfiare ancora all&#8217;interno del forno. Vi si immettono tre sarde salate a piccoli pezzi, oppure, vi si spalmano le tre sarde preventivamente sciolte nell&#8217;olio sul fuoco.<br>Lo strato di condimento \u00e8 costituito da fette di formaggio fresco, generalmente tuma e mollica mista a pecorino grattugiato, cipolla appassita in padella, un pizzico di origano e olio. La mollica non \u00e8 costituita dal pangrattato ma deve essere ottenuta dalle pagnotte rafferme, i vastidduna vecchi di almeno due giorni. Inoltre questo tipo di spincione \u00e8 caratterizzato dall&#8217;assenza di crosta in superficie. Per ottenere tale risultato si consiglia di ungere spesso i bordi prima dell&#8217;infornatura.<br>Gli ingredienti sono: un chilo di farina di grano duro, 500 grammi di patate, mezzo litro di latte tiepido, 40 grammi di lievito di birra, sale. Il procedimento: impastare la farina con le patate passate al setaccio in un tegame, unire il latte in cui \u00e8 stato preventivamente sciolto il lievito di birra ed un pizzico di sale. Occorre battere la pasta con forza finch\u00e8 diventa ben morbida ed amalgamata.<br>La pasta cos\u00ec ottenuta deve lievitate per un paio d&#8217;ore in un recipiente capiente perch\u00e9 tende a raddoppiare il proprio volume proteggendola con una copertura che pu\u00f2 essere un panno piuttosto che un coperchio.<br>Nel mentre ungere e infarinare una teglia, preferibilmente rotonda e larga, nella quale, a lievitatura ultimata, si stender\u00e0 uno strato di pasta spesso almeno un paio di centimetri. Si condir\u00e0 con una abbondante dose di salsiccia leggermente stufata e fette sottili di tuma e si ricoprir\u00e0 con un altro strato di pasta. La superficie andr\u00e0 spolverata con la cuonza di mollica abbondante olio, prima d&#8217;essere infornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempo: 1 ora<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/images\/stories\/sicilia\/feste\/gastronomia\/primi\/sfincione-san-vito.jpg\" alt=\"Sinfione di San Vito\"\/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo &#8220;Sfincione di San Vito&#8221; \u00e8 tipico per la notte di San Silvestro. Senza salsa di pomodoro, \u00e8 quello considerato pi\u00f9 tradizionale. 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