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Si parla di ... Arte

L'arte racconta il corpo

Premessa
Per fare brevemente il punto sulla rappresentazione del corpo nell'arte, si farà riferimento alla rappresentazione del corpo nudo, per capire come l'uomo abbia nel corso del tempo rappresentato se stesso, senza guardare a tutti quegli elementi che di volta in volta lo hanno identificato attraverso orpelli o attributi aggiunti al suo puro essere naturale.
Le rappresentazioni messe in atto dagli artisti possono essere viste sia come un riflesso diretto della percezione del sé sia come riflesso di ciò che il nostro corpo è per gli altri, analizzare il percorso da loro compiuto significa quindi poter costruire una mappa della percezione del sé e degli altri nella storia.
L'arte che racconta il corpo vuol essere quindi, un invito a comprendere come questo processo generativo di immagini si sia evoluto ed in che modo gli artisti abbiano saputo tradurre nelle loro opere i segnali dei mutamenti che hanno, nei secoli, riguardato la rappresentazione del corpo umano.
Si tenterà di pervenire ad una analisi iconologica delle opere che vada come afferma O. Calabrese- nel “Il linguaggio dell'Arte” Bompiani. “dall'identificazione del soggetto a una lettura dell'opera che lega quest'ultima alla complessità della cultura e degli atteggiamenti mentali dell'epoca in cui essa è stata composta”.

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Una diversa interpretazione delle Demoiselles d’Avignon

Le demoiselles d'AvignonLe demoiselles d'Avignon” olio su tela di 2,45 m. per 2,35 del 1907,
esposto a New York, al MoMA è uno dei dipinti più famosi di Picasso.
Indagato, analizzato, criticato e di recente anche osservato ai raggi X l’opera ci racconta di come l’artista abbia avuto nel corso dell’elaborazione dei ripensamenti che condussero Picasso a rappresentare l'opera privandola di alcuni precedenti riferimenti simbolici.
L'opera prevedeva infatti di rappresentare anche uno studente con un pacchetto sotto il braccio ed un uomo al centro con un teschio in mano. Tutto ciò mirava forse a richiamare il tema della morte e la permanenza dell’elemento frutta starebbe a confermarlo.
Una delle interpretazioni più diffuse parte dalla osservazione che la semplificazione dei volumi dei corpi si estenda poi allo spazio circostante, che viene scomposto secondo una serie di piani per cui le figure femminili appaiono come compenetrate dallo spazio.
Ciò porta ad annullare quella tradizionale differenza tra contenitore – lo spazio- e contenuto – le figure – che fino ad allora aveva caratterizzato le opere pittoriche.
I volti di alcune figure sono come coperti da maschere, iberiche e africane. Questo accostarsi di concetti diversi, porta l’osservatore a provare un senso di sconcerto e dissonanza, sensazione provarono anche i primi osservatori dell'opera, gli amici di Picasso, che si dichiararono subito turbati da quell'opera di Pablo, se non addirittura offesi.
Forse per questa reazione, per molto tempo il quadro venne offerto alla visione di pochi e nel solo nel 1937 esposta al pubblico nell’esposizione di Parigi al Petit Palais.

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Tre filosofi in cerca d'autore

I tre filosofiQuando nell'ambito dello studio della storia dell'arte ci si imbatte nell'opera di Giorgione dal titolo “I tre filosofi” del 1508, nessuno può evitare di riflettere sul significato dei tre personaggi principali, per cui è quasi impossibile evitare di fare delle ipotesi, e, ciascuno di noi, diviene autore sposando ipotesi già fatte o tentando di farne delle nuove. Questo è senza dubbio un atteggiamento positivo nei confronti dell'opera d'arte, perchè riflettere sul significato di un'opera è certamente determinante per apprezzarne quelle qualità, che nel caso specifico vanno certamente oltre quelle della evidente bellezza  e perfezione del dipinto.

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L'artista di Willendorf

venere di willendorgCirca 25.000 anni a.C., un insolito “artista” scolpisce la “Venere” di Willendorf (esposta al museo di storia naturale di Vienna). Una scultura di appena 11 cm., in pietra calcarea, che contiene già tutta la complessità di un'opera d'arte nelle sue componenti simboliche e concettuali. Il viso della “Venere” è infatti occultato da una sorta di “casco” di capelli, realizzato grazie ad una fitta decorazione detta “a conchiglie”.
Il fatto che non vi sia alcuna traccia dei lineamenti del volto, ci spingerebbe a considerare il fatto che chi ha deciso di scolpire quella figura femminile, fosse già pienamente consapevole di stare costruendo un simbolo: il simbolo della donna nelle sue qualità di madre. Infatti il ventre e il seno particolarmente accentuati ci condurrebbero immediatamente ad una simile lettura, anche se, è in quel casco di capelli che noi dovremmo maggiormente concentrare la nostra attenzione. Non rappresentare il volto significherebbe infatti il non volere conferire alcuna identità alla donna, che, nello specifico diventerebbe il simbolo di tutte le donne, madri o compagne che siano, dell'uomo del paleolitico.

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Essere l’ “involucro fisico di un’idea”: la danza e l'arte

le ballerine di Degas
La danza rappresentata dagli artisti, ci riporta alla mente i dipinti delle ballerine di Degas, pittore che alla fine dell''800, ci invitava già a considerare gli aspetti più intimi del ballo e la fatica compiuta dalle ballerine, che nei loro spumeggianti abiti di tulle egregiamente rappresentati dalla tecnica impressionista, attendevano concentrate le indicazioni di un vecchio maestro.

dipinto di Renoir
E se Degas ci proponeva scene vissute in un interno, i dipinti di Renoir ci invitavano ad apprezzare l'aspetto più gioioso delle danze all'aperto, di una Parigi mondana che appariva quasi unirsi a queste danze collettive, svolte nei modesti locali alla moda con leggiadria e spensieratezza.
Tutti gli artisti che si sono cimentati nel rappresentare la danza hanno contribuito a sottolinearne qualche diverso aspetto…

Matisse: danza in cerchio e Nolde nel 1913
Matisse giunge alla rappresentazione dell'origine e del significato profondo della danza con la sua mistica danza in cerchio e Nolde nel 1913, ci presenta il senso del vortice della danza, rappresentando una “Ballerina” che, senza più freni inibitori, si mostra totalmente preda del ritmo e dell'euforia.

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La Pasqua cristiana nell'arte

Dai noti affreschi giotteschi della Cappella degli Scrovegni alla Vesperbild michelangiolesca, dal Cristo alla colonna bramantesco alle varie interpretazioni legate al tema della Crocifissione, dall'Ultima cena leonardesca alla cena in Emmaus del Caravaggio, i temi legati al periodo della Pasqua sono stati da sempre oggetto dell'interesse degli artisti e della prestigiosa committenza a loro indirizzata.
I capolavori espressi intorno alle tematiche della passione, morte e risurrezione del Cristo sono stati tantissimi, e ogni artista, pur quando si è avvalso delle regole delle costanti iconografiche, ha di volta in volta inserito elementi di carattere individuale, per fornire, anche attraverso dei semplici dettagli, la propria personale visione del mistero divino.

La Pasqua cristiana nell'arte- di Paola Campanella 2012-04-02

Sappiamo dai Vangeli che Gesù morì sulla Croce nei giorni della festa della Pasqua ebraica, e, secondo quanto scritto da San Paolo nella prima lettera ai Corinzi, sappiamo che morì “per i nostri peccati”. Sempre Paolo ci dice che “fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le scritture”. La Pasqua cristiana, Pasqua di risurrezione, ha inizio con la “visita al sepolcro” da parte di Maria Maddalena e di altre donne. Saranno loro a scoprire il sepolcro ormai vuoto, l'alba del giorno dopo il sabato.

particolare - Museo di San Marco a Firenze "Sante Donne nel sepolcro"
particolare- Museo di San Marco a Firenze ”Sante Donne nel sepolcro”.

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Natività mistica di Botticelli

Natività mistica - Botticellidel 1501, tempera su tela 108,5 x 75 cm custodito alla National Gallery di Londra.
Botticelli, artista inserito nell'ambito della sfera culturale medicea della Firenze della II metà del ‘400, ci mette di fronte ad un mistero difficile da comprendere. La scena appare a prima vista come una consueta rappresentazione della natività, ma alcuni segnali ci informano che non si tratta di una natività qualsiasi, e ci indicano che il linguaggio stesso di Botticelli volge verso una sensibilità diversa. Molti critici affermano che tale cambiamento deriva da una crisi religiosa dell'artista in corrispondenza degli eventi storici che coinvolsero la sua città sul finire del 1400. Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico, e nel 1498, Savonarola venne arso sul rogo … A tal proposito si ricorda che Botticelli si era avvicinato alla predicazione del frate e probabilmente ne rimase sconvolto. Natività mistica porta in sé quindi tutte le incertezze, le speranze e i dubbi dell'artista.

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Il Caravaggio scomparso

Natività - CaravaggioChissà dove si trova adesso l'opera di Caravaggio, trafugata dall'Oratorio di San Lorenzo di Palermo nell'Ottobre del 1969. Chissà quanto è stata lesa questa città in termini di immagine per non avere protetto questa meravigliosa opera, e quindi per non avere permesso alle sue giovani generazioni di osservarla dal vero, di riceverne un vantaggio in termini di educazione alla bellezza.
Chissà inoltre quanto avrebbe reso in termini di formazione di future sensibilità artistiche questo capolavoro, il cui valore di mercato è deducibile da quello stimato per le altre opere dello stesso Caravaggio, ma che in realtà è un'opera inestimabile, se consideriamo che avrebbe potuto portare alla città di Palermo, in termini di ricaduta turistica, notevoli benefici economici. Non resta che sperare, nell'ipotesi che l'opera non sia ancora andata distrutta, che un giorno l'opera possa essere recuperata, magari da chi in questi anni, ha instancabilmente indagato al fine di restituirla alla collettività.

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Picasso - De Chirico due opere a confronto

Le due opere sono Le muse inquietanti - De ChiricoLe muse inquietanti di De Chirico e Poveri in riva al mare di Picasso.
De Chirico dipinge nel 1916 un quadro che pare riproporre, reinventandola, la famiglia di poveri in riva al mare di Picasso. Alcune straordinarie analogie possono infatti essere colte osservando con attenzione i due dipinti. I personaggi della famiglia picassiana sono tre. Come quelli raffigurati nelle “Muse”. La postura è la stessa con alcune varianti.
Osserviamo prima di tutto la figura femminile del quadro di Picasso: è realizzata volta di spalle ed ha il capo reclinato verso il petto. Il suo abito si conclude con delle pieghe verticali molto incise che la fanno apparire come una colonna classica scanalata. Un mantello lascia intravvedere la forma delle spalle, e cade poi disegnando delle curve.
Analogamente il manichino metafisico di De Chirico, mantiene la stessa identica postura, si conclude come una colonna classica scanalata, mostra le spalle similmente disegnate nella parte alta ed un mantello che si conclude con dei panneggi che si concludono con pieghe curve. 

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9 modi di vedere la gioconda

Gioconda9 modi di vedere la gioconda

Esiste più di un modo di “vedere” la Gioconda. Perché è il modo al quale oramai siamo abituati, perché corrisponde ad una scoperta, perché l'odiamo, perché in fondo invece ci attira, ci incuriosisce, ci affascina. Perché nove? Perché ne ho individuati alcuni, quelli che ritengo essere i più opportuni per indagarla, e questi modi corrispondono a nove oppure perché il nove….. Lo scopriremo poi! Leggendo le pagine di questa piccola ricerca che ci spingerà a trovare, magari, anche un decimo modo di vedere questa straordinaria opera d'arte, e magari, sarà un modo solamente nostro.

di Paola Campanella 2010

 

Il Cenacolo

Leonardo da Vinci: il Cenacolo - prima del restauro iniziato nel 1978 e concluso agli inizi del 1999


 

Leonardo da Vinci e il Cenacolo: una lettura comparata per una complessa interpretazione della figura dell'Apostolo Giovanni.

Particolare del Cenacolo di Leonardo da Vinci prima del restauro concluso nel 1999 Le opere di Leonardo si prestano a numerose interpretazioni proprio in virtù della capacità di questo straordinario artista di non avere voluto mai rendere espliciti i contenuti delle sue opere, ma di richiedere da parte del fruitore dell'opera lo sforzo di guardare oltre l'apparenza delle cose. Per questo, per potere interpretare un'opera di Leonardo, oggi come allora, non ci si può fermare alla sola osservazione di un particolare, ma bisogna anzi osservarla nel suo complesso. Il dipinto ha un soggetto, che si inserisce in uno sfondo che non è mai casuale. I gesti, la composizione del quadro posseggono altresì dei significati posti in relazione al contesto nel quale l'opera si inserisce. E non è tutto. Si può andare oltre e ritenere che, non solo è necessario osservare dell'opera di Leonardo tutte le possibili componenti (soggetto, sfondo, colori, gesti, composizione geometrica, distribuzione e fonte della luce ecc...) ma è anche necessario guardarla in relazione ad altre opere da lui stesso precedentemente realizzate.

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Percezione visiva

La percezione visiva - Breve sintesi delle teorie "storiche"

Effetto ottico


L'immagine che vedete non è una gif animata! Infatti osservando intensamente uno dei tanti punti all'interno dei cerchi tutto vi apparirà fermo e vi renderete conto che, ciò che vedete "girare", è in realtà solamente frutto di una illusione ottica. Alcune volte infatti le cose che vediamo non sono esattamente corrispondenti a come ci appaiono.... Questa constatazione è finalizzata ad introdurre un affascinante argomento, quello della percezione visiva. Scopriremo che si tratta di una vera e propria scienza, che è stata utilizzata da artisti, architetti, scienziati e studiosi della comunicazione visiva.

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