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Isole Pelagie

Lampedusa - Oggi tristemente nota anche per i continui sbarchi che vi si registrano, da parte di gente che vi giunge in condizioni di disagio, a bordo di imbarcazioni di fortuna, denominate "carrette del mare", l'isola di Lampeusa, dall'estensione di quasi 20 Kmq., è la più grande delle isole Pelagie; E' nota al turismo internazionale oltre che al mondo scientifico per la sua splendida isola dei conigli dove, ogni anno, vengono a depositare le loro uova le tartarughe Caretta Caretta, il cui nome deriva forse da quello del suo scopritore.
L'isola, si presenta come un tavolato calcareo della lunghezza di circa 7 Km digradante da ovest ad est, il punto più alto dell'isola con i suoi 193 metri è la zona detta dell'Albero Sole, situato sul versante nord occidentale. Punta sottile è il punto più a sud d'Europa. Stretta lunga e bassa lingua rocciosa con la parte terminale sommersa, rappresenta lo spigolo sud-est dell'isola. La costa è alta e inaccessibile dal versante nord a quello ovest, Il versante est sud-est ha invece coste rocciose meno ripide che si aprono con numerose cale che spesso terminano con bellissime spiagge sabbiose. Un tempo ricca di vegetazione la spoglia Lampedusa, ha una storia antica.
Fin dai tempi dei fenici l'isola era usata come sosta di rifornimento acqua, e i romani la usarono come base navale per le guerre puniche contro Cartagine.
Nel 1430 circa, fu sotto il Barone Giovanni de Caro e nel 1583 il matrimonio fra Mario Tomasi e Francesca de Caro fa ereditare al primo il titolo di barone di Montechiaro, da cui ha origine il ramo dei Tomasi. Il poco interesse dei Tomasi per l'isola permise nel 1810, a Salvatore Gatt, un maltese, di entrare in possesso di una parte di terra, il quale a sua volta la subconcedette all'inglese Alessandro Fernandez. Il suo tentativo di colonizzare Lampedusa fallì miseramente e si rifugiò a Gibilterra. Re Ferdinando I di Borbone acquistò l'isola e nel settembre 1843 assegnò la carica di governatore dell'isola al capitano di fregata Bernardo Maria Sanvisente, il quale sbarcò con una comunità di 120 persone per la maggior parte agricoltori ed artigiani.
Nel 1860 in seguito alla spedizione garibaldina dei mille e con la caduta del Regno delle Due Sicilie anche l'arcipelago fu annesso all'Italia. Con l'avvento del nuovo regno, nel 1872 a Lampedusa fu impiantata una colonia penale ed il 2 giugno 1878 divenne libero comune con Linosa come frazione. Nel 1911 Lampedusa, data la sua posizione strategica, fu trasformata in una roccaforte; a causa di ciò subì un massiccio bombardamento durante la seconda guerra mondiale. La pesca ha costituito per molti anni la principale fonte di ricchezza dell'isola. Oggi molti abitanti si sono infatti dedicati ad attività turistiche, pertanto, l'ecoomia dell'isola ne ha tratto un certo giovamento.

 

vedutaPantelleria - Nota nel mondo per la sua bellezza selvaggia e per i dammusi, che la rendono meta di VIP di tutto il mondo, Pantelleria ha una storia collegata all'importanza della sua posizione geografica. Il popolo dei Sesioti, per estrarre l'ossidiana la pietra nera e lucida considerata l'oro della preistoria, ha lasciato tracce molto importanti nella zona di Mursia: il Muro Alto il più grande muro preistorico del Mediterraneo finora scoperto, il Villaggio e soprattutto quei particolari monumenti funebri chiamati Sesi. I primi abitanti dell'isola di Pantelleria, possedevano già metodi costruttivi ed architettonici ben distinguibili da altri popoli presenti nel Mondo Antico, come testimonia l'insediamento preistorico ubicato in località Mursia. Si tratta di un villaggio fortificato, costruito a strapiombo sul mare, circondato da un possente muro. Un'opera di grande abilità costruttiva che questo popolo ci ha tramandato insieme alle capanne che oggi sono parzialmente visibili dopo gli scavi iniziati negli anni 60 dal prof. Tozzi dell'Università di Pisa.
Questi preistorici modelli costruttivi si sono evoluti con l'avvento della colonizzazione punica e poi romana, dando vita a quei due concetti che hanno caratterizzato l'isola dal punto di vista architettonico: l'uso della pietra vulcanica locale lavorata nel periodo fenicio-punico e la copertura a volta delle costruzioni nel periodo romano, (nasce così una struttura abitativa solida, perfettamente stabile agli sbalzi termici, durevole e anche resistente al fuoco. Modello strutturale funzionale che per secoli si tramanderà per generazioni).
Il periodo d'oro di Pantelleria si ebbe intorno al IX secolo a.C. con l'arrivo dei Fenici che la chiamarono Yranim e poi Cossyra. L'introduzione della vite coltivata ad alberello, le fortificazioni e la strategica Acropoli in località San Marco, le numerose monete coniate nell'isola con l'effigie della dea Tanit, le cisterne a campana, i santuari del lago Specchio di Venere e di Bugeber, il porto e il primo nucleo del castello, sono solo alcuni esempi delle opere puniche sparse su tutto il territorio. Seguirono i Romani che migliorarono le difese militari dell'isola che conobbe anche il contributo dei Bizantini, che abbellirono di mosaici le abitazioni, e nel 700 d.C. degli Arabi che chiamarono l'isola al-Quasayra: la piccola. La dominazione araba che durò fino al 1200, si lega con la presenza nell'isola dei cosiddetti ”dammusi”, costruzioni particolari in blocchi di pietra lavica con il tetto a cupola dall'arabo damus: edificio a volta. Gli Arabi inoltre introdussero la coltura del cotone e dell'ulivo, migliorarono la produzione dell'uva zibibbo e fortificarono la Medina di Pantelleria, oggi non più esistente, attorno al Castello detto di Barbacane. In seguito l'isola seguirà le sorti della Sicilia con le altre dominazioni come i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e i Borboni, ed infine, nel 1860 con l'annessione al Regno d'Italia.

 

pianta di LinosaLinosa - La piccolissima isola di Linosa, punta emergente di un eruzione vulcanica avvenuta a circa 1000 metri di profondità, ha un territorio esteso poco più di 5kmq., prevalentemente mosso e variegato. Il nome Linosa deriva, dall'antico Algusa o Aethusa. E' certo che l'isola fu abitata dai Greci, dai Romani e dagli Arabi. I Romani, presenti nel periodo delle guerre puniche, si servirono di Linosa come base strategica per le loro spedizioni contro Cartagine. La presenza di circa 150 cisterne per raccogliere l'acqua piovana, tipica costruzione romana, conferma la tesi della presenza di esponenti di questo popolo nell'isola.. Colonizzata nell'anno 1845 da un gruppo di 30 coloni guidati dal capitano di fregata Bernardo Sanvisente, governatore del Re Ferdinando II di Borbone, la cui spedizione aveva il compito di costituire un insediamento anche a Linosa, come era già accaduto a Lampedusa; ora l'isola conta circa 450 abitanti. L'isoletta è caratterizzata da abitazioni coloratissime, che hanno le imposte quasi sempre riquadrate di rosso.
Diversa è l'origine geologica di Linosa dalla sorella maggiore Lampedusa; ciò è possibile intuirlo dal suo aspetto che presenta tre crateri: Monte Rosso, Monte Nero e Monte Vulcano. Il suo territorio è costituito da pianure molto fertili, (il terreno, di natura lavica consente la coltivazione della vite e del fico d'india) ed all'interno anche da talune zone sotto il livello del mare. Nonostante disponga di una sola piccola spiaggia, dentro una insenatura naturale riparata dai venti, viene favorita la deposizione delle uova da parte delle tartarughe marine.

Paola Campanella


Mappa delle Isole Pelagie