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La festa del Giubileo Nazionale

La festa del Giubileo Nazionale

Adesso che i riflettori sul centocinquantenario dell'Unità d'Italia si sono spenti, possiamo ricordare un anniversario di 100 anni fa, e rievocare i modi in cui i nostri nonni festeggiarono un'Italia giovane, di soli cinquant'anni. Un'Italia che forse proprio perché non ancora data per scontata era più amata di come lo sia adesso. E la ricorrenza aveva i sapore di una vera festa di conquista, portando materialmente le ferite di chi aveva lottato per unirla. A quella festa infatti parteciparono i protagonisti di quell'avventura che condusse all'Unità d'Italia.
Si chiamò, quella del cinquantenario,  orgogliosamente “Festa del giubileo nazionale” e si organizzarono vari eventi come ad esempio la Corsa di aeroplani Parigi-Roma –Torino, e la Crociera internazionale Torino-Venezia-Roma. Oppure tra le cose più curiose il Concorso delle stazioni fiorite, promosso dal Touring club. Fra tutte le iniziative  però si vuole qui ricordare  la Carovana nazionale commemorativa della spedizione dei Mille. Evento forse poco noto, ma pieno di significato e registrato dalle cronache dell'epoca.  Il programma diffuso per questa iniziativa recitava: “ Partenza dallo scoglio di Quarto e arrivo sulle rive di Marsala che vide sbarcare il vermiglio manipolo dei Mille in sublime temerarietà e su per le erte pendici di Calatafimi e di Milazzo un dì echeggianti al fragore della micidiale contesa fino alle austere solitudini di Segesta e Selinunte vegliate da venticinque secoli di storia, fino a Palermo nido di arte e di bellezza e specchio di mare incantevole e culla di memorie magnanime”.
Per ben 150 lire la Carovana partì, il nome della nave era “Sicilia”. Della carovana facevano parte cento ex garibaldini, ritenuti certamente degni di ogni onore e di tutte le attenzioni se, a Messina, ben quattro torpediniere li attendevano per scortare la nave. Compreso nel prezzo, oltre alle spese di soggiorno a Palermo, anche i trasporti, per andare a Selinunte e a Calatafimi.
La cronaca dell'epoca riporta che allo sbarco la carovana venne accolta a Marsala da una gran folla di gente festante, e dalle autorità che si recarono a bordo per salutare gli ex combattenti. A terra la cerimonia di benvenuto con un palco allestito decorato con fiori, comprendeva un coro di bambini abbigliati alla garibaldina. La carovana comprendeva un gruppo di ciclisti, che avrebbe percorso le storiche tappe in bicicletta,  da Salemi a Calatafimi, fino a Monreale.
La maggior parte del gruppo si recò con il treno a Castelvetrano e venne accolto nel Convento di San Francesco dove per l'occasione venne allestito un ricco banchetto. Poi il gruppo si sarebbe diretto a Segesta su degli straordinari carretti siciliani, allestiti per il trasporto per la storica occasione. Poi tutta la folla si riunì intorno ai superstiti dell'eroica spedizione, davanti all'ossario di Calatafimi, per commemorarne i caduti.
Il viaggio prosegue, e gli eroi vengono scortati dal gruppo dei ciclisti che intanto si erano portati, non senza fatica, a Monreale. ….. prossima tappa Palermo, dove i festeggiamenti si intensificano. Al fine la partenza, lascia vivido il ricordo di una vera emozione, non c'era alcun sentore di contestazioni, non c'erano polemiche e speculazioni economiche intorno a queste celebrazioni in fondo semplici e genuine dimostrazioni di affetto sincero. Chi vi partecipò tornò a casa felice e con la  sensazione di avere davvero contribuito a costruire qualcosa di nuovo:questa era la Sicilia nel 1961.

Paola Campanella