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Curiosità

I segni di Marta

CaltabellottaA Caltabellotta fino a qualche tempo fa, sopravviveva un'usanza particolare, quella di chiedere i “segni” a Santa Marta, quando l'incertezza di qualcosa che stava profondamente a cuore, si faceva pressante e insostenibile, o, semplicemente quando si desiderava avere notizie di qualche parente lontano....
Così, la mattina del Martedì, si potevano notare alcune donne uscire riunite in piccoli gruppi, che si incamminavano in direzione della rupe Gogala (o Cocala) recitando il Rosario. Durante il cammino ogni fenomeno, anche banale, veniva osservato e valutato: le frasi dette dai passanti, il volo degli uccelli, le condizioni meteorologiche, il colore degli abiti delle persone incontrate e addirittura l'espressione del loro viso. Tutto poteva essere d'aiuto a cogliere i segni di Marta. Una volta giunto al monte, il gruppetto, recitava delle preghiere davanti alla chiesa e poi si scioglieva allo scopo di recarsi a turno sulle alture circostanti dove gridavano i nomi dei loro cari, per qualche ragione distanti. I gridi, dovevano avere la capacità di attraversare quelle altrimenti insormontabili distanze e giungere al cuore dei parenti lontani. La risposta desiderata, si poteva ottenere dalla lettura dei segni di Santa Marta. Talvolta alcuni uomini, -spesso dei contadini-, che si trovavano in prossimità, sentivano tali voci di richiamo, e sovente si facevano carico della risposta, un po' per scherzo, un po' per fede, ritenendo di farsi interpreti della volontà della Santa.
La statua di Santa Marta è ancora visibile all'interno della Cattedrale di Caltabellotta. Si presenta con ai piedi un cane (che si potrebbe ricollegare a quel Mars Grabovius, che era un Dio romano che poteva tramutarsi in cane al fine di dare responsi). Oggi l'usanza si pratica ancora nelle giornate di Martedì, ma non occorre più recarsi al monte, bensì basta affacciarsi alla finestra, e, osservare.....

Paola Campanella