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Curiosità

I giganti Mata e Grifone

I giganti di Messina rimandano al concetto di porta. Anche la data in cui vengono festeggiati, la metà di Agosto che notoriamente si configura come porta dell'inverno, supporta questa lettura. La città stessa di Messina è porta della Sicilia, come Reggio Calabria è porta dell'Italia in rapporto alla Sicilia. Anche a Reggio infatti si celebrano le due singolari figure. La festa in Calabria prevede una danza della coppia di giganti, fantocci alti tre metri, che portano lo stesso nome di quelli di Messina, Mata e Grifone.
Le figure dei due giganti presentano le stesse caratteristiche di quelli messinesi: Lei, bionda e dall'aspetto nordico, viene rapita da lui, moro che giunse dal mare, proprio come a Messina dove la leggenda racconta pressappoco la stessa storia. Si fa riferimento ad un certo Hassam ibn Hammar, pirata antropofago, che nel 964 sbarca presso le coste messinesi per saccheggiarne i paesi, ma si innamora della bella figlia di Cosimo II, di nome Marta, (da cui Mata). All'opposizione dei genitori di concedergli la figlia in sposa il moro ricorse al rapimento della fanciulla, che lo convinse alla conversione al Cristianesimo e a mutare il suo nome in Grifo.

Il tutto viene addolcito da una ipotetica storia d'amore tra i due, che viene rievocata tra il tredici e il quindici Agosto, e che portò alla coppia numerosi figli, da cui i messinesi tutti discendono. Ecco perché i due giganti a cavallo, enormi statue lignee che superano gli otto metri di altezza, quando una volta l'anno escono dal magazzino comunale dove vengono tenuti, vengono riconosciuti quali fondatori di Messina.
La loro presenza è attestata già nel 1548.. Anticamente le due statue avevano braccia e testa mobili e venivano di volta in volta assemblate. La testa di Grifone venne rifatta su disegno precedente da Calamech La posizione equestre è stata assunta nel 1723. Precedentemente venivano infatti condotte a spalla, in modo da mettere in atto una sorta di movimento, simulante una cavalcata, proprio come la danza di Reggio.
Il terremoto del 1783 danneggiò la statua di Mata, che è stata poi interamente ricostruita ( la testa è attribuita a Mariano Grasso ), e quello del 1908 danneggiò Grifone, poi restaurato nel 1926. Per i bombardamenti della seconda guerra mondiale le statue subirono ulteriori danni, ma l'amore dei messinesi per i due giganti consentì un ulteriore restauro con rifacimenti per il loro utilizzo nella festa di ferragosto. Agli anni '50 risale l'attuale configurazione con il completamento delle zampe dei cavalli e il posizionamento su carrelli.
Alcune ipotesi accreditate per l'origine della tradizione parlano di un periodo in cui era opportuno celebrare la supremazia di Messina rispetto a Palermo, altre invece riportano la vittoria dei latini nella Messina del XII sec.sui Greci essendo presente in città Riccardo cuor di Leone che si stava recando in Terra Santa. La presenza di Riccardo avrebbe portato la competizione a favore dei Latini, che rivaleggiavano con la comunità dei “Griffones” – i Greci. A Riccardo si fa risalire anche la costruzione della rocca detta “Matagrifone” che domina la città, che deriverebbe da Mata – griffones, cioè Ammazza -greci.
In ogni caso si può ritenere che l'origine del mito sia ancora più antico. Grifone in fondo è un antropofago gigante, come gli antichi mitologici abitanti della Sicilia. Lei bionda dalla pelle chiara, rappresenta la vittoria della cristianità, contro l'elemento selvaggio. In fondo tutto riporta ad un concetto di passaggio, evoluzione da uno stadio ad un altro. Ecco perché possono ricondursi ad un ideale costruttivo di porta.
Alcune manifestazioni prevedono il passare tra i due giganti, proprio come un simbolico attraversamento di porta. Durante una manifestazione organizzata dall'Ordine dei Cavalieri Templari il 21 Agosto 2011 a Messina si sono visti sfilare i partecipanti tra le due statue disposti in lunga fila. Certamente alcuni rituali che a volte si compiono conservano ancora interessanti legami con rituali passati, che volevano rendere propizio il passaggio da una stagione all'altra.

Paola Campanella - Agosto 2011