Questo sito utilizza cookie di profilazione di altri siti per inviarti messaggi pubblicità in linea con le tue preferenze. Questo sito utilizza servizi di statistiche esterni alla struttura. I servizi di statistiche utilizzano cookie per elaborare i propri dati. L'utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su Informativa estesa. Continuando ad utilizzare il nostro sito accetti l'uso dei cookie e il trattamento dei dati secondo il GDPR. 

Naro

Nome Abitanti: naresi
Popolazione (2012): 8.103
CAP: 92028
Provincia: Agrigento (AG)
Codice Istat: 084026
Codice Catastale: F845
Coordinate GPS (Lat Lng): 37.29472, 13.79444
Altitudine (m. s.l.m.): 596
Patrono: San Calogero di Sicilia
Giorno festivo: 18 giugno
Altre informazioni


Situata a circa 600 metri sul livello del mare e posta al centro di un territorio rigoglioso, ricco di mandorli, Naro è una cittadina di antica fondazione, sul cui territorio addirittura, si presume si siano stanziati gruppi di uomini nella prima età del bronzo. La sua posizione elevata, l'ha sempre resa un luogo ambito, e forse, per tale ragione possiede origini millenarie che hanno favorito il nascere di leggende. Secondo una leggenda infatti Naro sarebbe stata fondata dai Sicani con il nome di Indara. Pertanto, le sue origini precederebbero la penetrazione fenicia e greca e l'occupazione romana. L'ipotesi più affascinante è che Naro, è legata a Cocalo, Re dei Sicani, per cui per alcuni studiosi si potrebbe identificare con la leggendaria Camico costruita da Dedalo, il divino architetto del labirinto di Creta, proprio per Cocalo, leggendario re dei Sicani. 
I Sicani erano una popolazione pacifica, che amava stanziarsi in zone montuose per motivi di difesa. La loro organizzazione prevedeva un Re, una sorta di capo religioso e politico che amministrava la giustizia e regolamentava la convivenza tra i sudditi. È la tradizione greca ad avere tramandato con le sue leggende la memoria di alcuni antichi luoghi dove questa popolazione si insediò. Tra questi luoghi c'è appunto la sicana Indara. Altra ipotesi prevede che Naro, debba la sua origine dai Saraceni, che le diedero nome Nar -che vuol dire fiamma – anche se c'è da osservare che Naro, a quel tempo, era già un fiorente casale, con un castello.
La dominazione araba durò fino al 1086, data che vide la conquista normanna. Chiamata fulgentissima da Federico II, presenta importanti emergenze architettoniche, come il Duomo e l'antico Castello. Oggi però è prevalentemente apprezzata per il suo barocco. Un esempio ne è la chiesa del SS. Salvatore, a cui un tempo era annesso il Monastero delle Benedettine, poi abbattuto per costruire una scuola. La chiesa, in origine eretta per volontà del Re Martino il Giovane nel 1398, è stata trasformata in epoca barocca. La facciata ha subito però modifiche solamente nel suo ordine inferiore, quello superiore è invece rimasto allo stato rustico. Cinque paraste suddividono gli spazi della facciata, due dei quali si dispongono ai lati del portale. Le due nicchie presentano le statue di San Benedetto e di Santa Scolastica. Il campanile costruito nel 1750, è rimasto incompleto.
Naro è nota per avere inaugurato uno degli eventi più conosciuti della Sicilia, la Sagra del Mandorlo in Fiore. La sagra infatti nasce proprio a Naro nel 1934 da un'idea del Conte Gaetani, e si realizzava alla"valle del Paradiso" sottostante il paese di Naro. Solo successivamente la sagra cominciò ad avere luogo presso la Valle dei Templi di Agrigento, dove avrebbe potuto godere di una maggiore notorietà.

Paola Campanella


Mappa di Naro