{"id":1,"date":"2011-07-22T08:01:53","date_gmt":"2011-07-22T08:01:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/?p=1"},"modified":"2015-08-24T19:21:04","modified_gmt":"2015-08-24T19:21:04","slug":"ciao-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/ciao-mondo\/","title":{"rendered":"Quale il \u201cvalore\u201d della net-art"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13 alignleft\" title=\"1\" src=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"183\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Cinema 3D, ricostruzioni di paesaggi virtuali, manipolazioni video ci portano oggi a modificare il nostro modo di vedere le cose senza esserne profondamente consapevoli. Il nostro rapporto di fiducia con il mondo delle immagini \u00e8 stato del tutto compromesso e oggi non sappiamo pi\u00f9 distinguere ci\u00f2 che \u00e8 vero da ci\u00f2 che \u00e8 virtuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Questa \u00e8 una delle opinioni maggiormente diffuse quando si parla di rivoluzione digitale. Sicuramente l&#8217;era digitale ha condotto ad un nuovo modo di percepire la realt\u00e0. Tutto ci appare come alterato, ridefinito e ricomposto in una nuova realt\u00e0 alla quale noi rispondiamo in maniera diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Il nostro modo di rapportarci dipende infatti dall&#8217;et\u00e0 che abbiamo, dal nostro riconoscere o meno le potenzialit\u00e0 comunicative dei nuovi mezzi, dalla nostra capacit\u00e0 di vivere gli spazi virtuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Ma vediamo come si \u00e8 evoluto questo processo, in riferimento allo svilupparsi di quelle forme artistiche che oggi sono conosciute con il nome di <em>netart<\/em>, e che dilagano nel Web, moltiplicandosi quasi all&#8217;infinito nel contesto della comunicazione globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Le forme d&#8217;arte sviluppate con il supporto di tecnologie computerizzate hanno iniziato il loro cammino circa quaranta anni fa. Le prime esperienze comprendevano la cosiddetta <em>videoarte<\/em> che si \u00e8 evoluta attraverso l&#8217;introduzione di vari sistemi di interattivit\u00e0 utili ad un sempre maggiore coinvolgimento dello spettatore, che diventava in alcune forme addirittura parte stessa dell&#8217;opera (video installazioni interattive).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">La new media art, computer art o arte digitale, ci affascina per i contenuti innovativi di cui \u00e8 portatrice, ma nello stesso tempo ci costringe ad interrogarci sulla influenza che questo tipo di forma artistica pu\u00f2 esercitare sulle opere d&#8217;arte tradizionalmente intese. \u00c8 innegabile infatti che la portata rivoluzionaria di questi fenomeni artistici, che vanno tutti sotto la comune etichetta di arti elettroniche, \u00e8 enorme come lo sconvolgimento che il computer ed internet hanno gi\u00e0 portato all&#8217;interno della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Bisogna prendere coscienza che si sta assistendo ad un capovolgimento che interessa gli elementi stessi della questione artistica e cio\u00e8: l&#8217;opera, il suo autore e il fruitore. Prima un opera artistica veniva realizzata da un individuo, aveva una committenza e veniva esposta ad una fruizione collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Adesso, come nel caso dell&#8217;arte elettronica, le opere vengono realizzate prevalentemente da gruppi, mancano di una ben definita committenza e vengono esposte ad alla fruizione soggettiva dell&#8217;uomo davanti al computer; anche nel caso delle video-istallazioni interattive realizzate per un pubblico di un museo, la fruizione dell&#8217;opera \u00e8 esercitata da un singolo individuo che attraverso l&#8217;interattivit\u00e0 si relaziona con essa in modo soggettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14\" title=\"2\" src=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/2-300x193.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/2-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/2.jpg 376w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La trasmissione televisiva <em>Chetempochefa<\/em> fa largo uso nelle sua scenografie della grafica digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Oggi, attraverso la tecnologia, siamo in grado di comunicare in tempo reale con persone dovunque esse si trovino, trasmettiamo immagini senza limiti di tempo e di spazio e possiamo modificare un oggetto a migliaia di chilometri di distanza interagendo in un ambiente attraverso il computer; siamo insomma contemporaneamente immersi in diverse realt\u00e0 e culture, e tutto ci\u00f2 lo facciamo in maniera estremamente fluida e veloce. Nell&#8217;era della riproducibilit\u00e0, anche genetica, ci chiediamo se ha ancora senso legare il valore di un opera esclusivamente alla sua caratteristica di unicit\u00e0 e quindi al valore che si pu\u00f2 ad essa attribuire relativamente al possesso esclusivo o alla sua limitazione. . Sempre pi\u00f9 numerosi sono infatti gli artisti di strada telematica, che propongono su internet, attraverso i pi\u00f9 svariati canali, le loro opere. Il pi\u00f9 delle volte esse vengono offerte gratuitamente al pubblico perch\u00e9 \u201cscaricabili\u201d direttamente dal computer. Nelle scenografie di programmi televisivi, di opere cinematografiche, di spettacoli dal vivo, sono sempre pi\u00f9 presenti gli scenari digitali. C&#8217;\u00e8 da chiedersi se le opere di grafica realizzate al computer, e quindi indefinitamente replicabili con una semplice operazione di duplicazione del file, abbiano un valore proprio in relazione al loro essere espandibili in tutta la rete telematica che non invece in quello di essere scarsamente disponibili in numero di copie\u2026 Per esse \u00e8 quindi impossibile utilizzare criteri di valutazione simili a quelli delle opere tradizionali di tipo materico-visivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Possiamo quindi solamente ipotizzare che il valore dell&#8217;opera priva di fisicit\u00e0, stia tutto nella forza attrattiva dell&#8217;immagine, nel potenziale esprimibile e nel messaggio, esplicito o subliminale che sia, e che il fatto di essere riproducibile e di raggiungere un numero elevatissimo di soggetti attraverso la sua trasmissibilit\u00e0, ne possa amplificare il valore, invece che ridurlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Sono stati espressi dei giudizi che mirano a stroncare una parte della produzione grafica diffusa su internet, giudicandola priva di valore artistico. Tentare oggi di dare dei giudizi di qualsiasi tipo alle singole opere prodotte all&#8217;interno di questo fenomeno \u00e8 invece un errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">A chi non \u00e8 capitato di vedere una di quelle immagini composte da innumerevoli fotografie che, accostate fra loro e usate come punti di colore, concorrono a formare il soggetto rappresentato dall&#8217;immagine complessiva? Ecco, adesso \u00e8 come se nei riguardi del fenomeno dell&#8217;arte digitale in rete, noi ci trovassimo in una posizione di osservazione troppo vicina che non ci consente di vedere il disegno complessivo ma soltanto le singole immagini che contribuiscono a comporlo, e tentiamo di dare un giudizio ad ognuna di esse, senza tenere conto che in realt\u00e0 il loro valore sta nell&#8217;insieme e non nel particolare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/plus.google.com\/114964364903365370985?rel=author\">Paola Campanella<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13 alignleft\" title=\"1\" src=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"183\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Cinema 3D, ricostruzioni di paesaggi virtuali, manipolazioni video ci portano oggi a modificare il nostro modo di vedere le cose senza esserne profondamente consapevoli. Il nostro rapporto di fiducia con il mondo delle immagini \u00e8 stato del tutto compromesso e oggi non sappiamo pi\u00f9 distinguere ci\u00f2 che \u00e8 vero da ci\u00f2 che \u00e8 virtuale.<\/p>\n<p><span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span><\/p>\n<div class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/ciao-mondo\/\">Leggi altro &#8250;<\/a><\/div>\n<p><!-- end of .read-more --><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-digital-art"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1048,"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions\/1048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotoartearchitettura.it\/cavallettoblu\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}