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Scala Santa Maria del MonteLa produzione delle ceramiche di Caltagirone affonda le sue radici nella preistoria. Quando nell'anno 828 la cittadina venne conquistata dagli Arabi, venne denominata "fortezza delle giare" proprio in riferimento alla antica tradizione ceramica della città. Gli Arabi inoltre incrementarono ulteriormente introducendo nuovi spunti l'arte della ceramica a Caltagirone, che da allora si impose come qualcosa di unico.si diffusero nuove tecniche, nuove forme e soprattutto si stabilirono dei colori caratteristici la cui eco perdura ai nostri giorni. Una ulteriore particolarità è stata inoltre introdotta dagli Arabi: l'invetriatura, appresa dagli stessi nelle aree orientali. Le forme e i colori richiamano la tradizione egizia e persiana, e le decorazioni comprendono una gamma di colori che predilige il giallo e il verde. I motivi prevalenti sono quelli ispirati al mondo vegetScala Santa Maria del Monteale, ma sono presenti anche motivi geometrici, lineari, trecce e archi incrociati oltre al motivo dei curi concatenati, non presente altrove. non manca la rappresentazione del mondo animale... Pesci e uccelli ad esempio.
Nel 1432 Alfonso d'Aragona concesse ai maestri calatini di potere vendere i propri prodotti nelle città demaniali del Regno, senza pagare i dazi doganali. ciò incrementò sia la produzione che la diffusione delle maioliche di Caltagirone che si affermò nell'isola quale più importante. adesso il richiamo al fasto catalano rientra appieno nel già ricco repertorio decorativo. Le cosiddette "quartare" assumono proporzioni maggiori e diventano la produzione più diffusa. Una tipologia ceramica molto diffusa fu anche quella applicata alle architetture. Tipica, a tal proposito, quella che serviva da rivestimento per le cuspidi dei campanili delle chiese.
Ma anche la pavimentazione conobbe particolare fortuna...nel 1700 si cominciarono ad utilizzare la ceramica per decorare le facciate di importanti edifici. Dopo il terremoto del 1693, che distrusse grandissima parte della cittadina, la produzione ceramica ebbe una momentanea battuta d'arresto e perse alcune delle sue caratteristiche artistiche, come la qualità degli smalti. Si deve tuttavia alla capacità di ripresa degli artigiani e all'amor per la tradizione la ripresa di una produzione così prestigiosa. Alla monocromia basata sui toni azzurrognoli si innesta adesso una vivace policromia su fondo cobalto; predomina il giallo oro il verde e il manganese.
Ceramica - produzione localeI decori sono di gusto rinascimentale e le foglie d'acanto policrome ricoprono quasi interamente le superfici dei vasi. Si diffondono anche gli albarelli da farmacia. La novità più eclatante è però l'applicazione di decorazione a rilievo che fa raggiungere ai maestri dell'arte della ceramica di Caltagirone livelli qualitativi considerevoli. Si diffondono vasi antropomorfi, acquasantiere, elementi di arredo urbano e di decorazione per edifici ed altre forme che testimoniano della fantasia e della ricchezza decorativa inesauribile dei maestri calatini.

Ceramica - produzione localeAltro aspetto della produzione ceramica è quella dei mastri figurinai che realizzarono delle figure che bene si addicevano ad un utilizzo nei presepi. Si trattava di piccoli gruppi scultorei rappresentanti scene di vita popolare. Uno dei nomi più famosi è quello di Giacomo Bongiovanni che si avvaleva della particolare tecnica di non plasmare le figure tutte intere ma i rivestirle con una sottile foglia di argilla, così da conferire un sapiente tocco artistico a tutte le sue figure. Tale produzione si attesta come una delle più prestigiose nell'arte presepiale siciliana.

Paola Campanella