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Il Castello


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Attraverso un'ampia rampa cordonata si accede al castello; un primo cancello d'ingresso immette in una corte su cui si affacciano fabbriche quattrocentesche. Varcato un secondo cancello si giunge ad un cortile che, immette attraverso un andito al teatro del castello. Sul lato destro una apertura sormontata da un arco a tutto sesto, sopra cui poggia un altro arco a sesto acuto, porta ad un terrazzo dove sorge la piccola chiesa di corte e si apre l'ingresso alle prigioni. Un breve vestibolo immette nelle altre ali del castello. Attraversato il vestibolo, ci si trova in un vasto cortile con varie porte tra cui quella che immette nei saloni del castello. Un bel portale settecentesco dà accesso alla Sala delle Armi o Salone della Congiura dove pare che nel 1160 si siano riuniti baroni ribelli a re Guglielmo il malo, con Matteo Bonello capeggiante la congiura. Da questo salone si accede nelle camere private del castellano, nella sala dei convegni, nelle stanze da letto.
Nell'ala opposta vi sono la sala da pranzo dagli affreschi del '600, dai pavimenti a mosaico; e le sale della foresteria. Nell'ala a levante, non più praticabile, gli ambienti si aprivano su due grandi balconi, uno dei quali viene detto della «bella vista» per il panorama che offre sulla città. Nel piano sottostante a quello nobile, con accesso attraverso una scala scavata nella roccia, si trovanogli appartamenti della servitù. La parte esposta a tramontana del castello venne rimaneggiata e fortificata durante il dominio dei Chiaramonte. Essi fecero costruire l'ala di nord-est, una torre a ridosso del Mastio e la torre detta del Pizzarrone posta allo sbocco delle fogne a valle.
L'apporto dei Prades-Cabrera, fu invece la realizzazione della torre della «Fossa» o del «Dammuso» e dell'appartamento detto delle «Audienze. Con la signoria degli Amato il castello la precedente funzione difensiva si trasforma definitivamente in abitativa e il castello diventa un palazzo baronale che conserva però le originarie tipiche caratteristiche di fortezza. La parte sud del castello viene arricchita di soffitti lignei dipinti, pareti decorate da fasce affrescate. Il portale d'ingresso al salone principale venne inquadrato da alte colonne, coronato da un sontuoso timpano spezzato. Sempre in relazione alla presenza del Castello a Caccamo si svolge ogni anno una singolare manifestazione denominata “la Castellana”, che risulta essere stata la prima del genere rievocativo in Sicilia, (la prima manifestazione risale infatti a più di trenta anni fa e fu voluta dal cavaliere Giorgio Ponte).
Molto spettacolare e curata sotto il punto di vista delle ricostruzioni e dei costumi d'epoca realizzati con tessuti pregiati recanti preziose incrostazioni di oro, argento e avorio, musiche e cortei atti a rievocare le atmosfere che delle illustri famiglie che ne ebbero la signoria (tra le quali i Chiaramonte, i Prades, i Cabrera, gli Henriquez, gli Amato ed i De Spuches). Nel 1963 il pricipe di Galati e duca di Caccamo Antonio De Spuches che dal 1094 al 1800 abitarono il Castello.

Paola Campanella