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Caccamo

castello di CaccamoProbabilmente fondata dai Fenici, Caccamo ha come prime notizie storiche attendibili quelle relative al tempo dei Normanni, quando diviene teatro della rivolta dei baroni siciliani contro l'imperatore Guglielmo I il Malo. Subisce la dominazione aragonese e con gli Angioini diviene signoria dei Chiaramonte nel XIV sec., per poi passare alle famiglie Prades-Cabrera, Amato e infine, nel sec. XIX al conte di S.Stefano De Spuches. Caccamo è nota principalmente per il suo splendido, maestoso e severo Castello, realizzato in pietra calcarea, ben conservato e recentemente restaurato. Sorge su uno sperone roccioso sul versante Nord-Est del monte Calogero e si sviluppa su svariati livelli, seguendo un andamento a spirale lungo il quale si giustappongono corpi di fabbrica trecenteschi, quattrocenteschi e secenteschi.
Il primo nucleo del Castello corrispondeva probabilmente alla semplice torre di avvistamento, sulla quale si sarebbe poi sviluppata la Torre Mastra, con sottostante cisterna d'acqua. A detta dell'Inveges la torre «Mastra», crollata con il terremoto del 1823, sarebbe la più antica e alta torre della fortezza, attorno alla quale si sviluppo' il resto del castello. Durante il Medioevo si accedeva al castello dal lato sud-ovest, e l'antico quartiere Terravecchia, rappresentava la “cittadella” del maniero. A difesa del castello vi erano quattro torri, una delle quali è la torre delle Campane (oggi campanile del Duomo), e un'altra è l'attuale campanile della chiesa dell'Annunziata. Le strutture difensive vengono ampliate sotto i Chiaramonte, mentre nel XVII sec., con gli Amato, il castello perde la sua funzione difensiva per divenire una residenza signorile e si arricchisce di monofore e bifore.
L'edificio, per l'alternarsi nei secoli di diversi proprietari, si presenta oggi come un armonioso insieme di corpi di fabbrica di varie epoche risultante dai numerosi rimaneggiamenti espletati nell'arco di ben otto secoli. La seconda domenica del mese di Agosto lo storico corteo di circa 300 personaggi che rappresentano le antiche famiglie attraversano le strade della città.

Paola Campanella