La corrente high tech in architettura è rappresentata da opere come il Centro Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers.. In acciaio e vetro, questa macchina iper-tecnologica, che tira fuori esibendoli tutti i servizi e sue le funzioni – impiantistica a vista- è una realizzazione di forte impatto visivo che rompe totalmente con il tessuto nel quale si inserisce, anche se mantenendo un legame con la storia (…le strutture di ferro e in vetro, appartengono alla tradizione parigina di esposizioni universali!); Per la prima volta in architettura si utilizzerà il termine di centro multimediale in riferimento alla sua polifunzionalità, (sistema di attività tra loro correlate, che anticipa le future esperienze nipponiche di elettronic communication) ma anche alla particolarità della sua struttura, che permette collegamenti plurisensoriali. E' come una grande scatola che comprende una serie di funzioni come: il museo nazionale d'arte moderna; una biblioteca; lo spazio per esposizioni temporanee; le sale per il cinema; il teatro per le conferenze; un auditorium per la musica ecc…. Si colloca in una delle zone più popolate e importanti di Parigi, Les Halles. All'esterno vi sono una serie di travi Gerber di acciaio, realizzate in un'unica fusione; all'interno, pilastri tubolari sostengono le travi di 48 metri di lunghezza. L'edificio, che si sviluppa in altezza per cinque piani, ha un piano terreno e un seminterrato ed una planimetria rettangolare di 50x70 metri. Non a caso il Beaubourg, come viene chiamato, si realizza a Parigi, e rientra nella politica dei "grands traveaux" parigini. Il concorso è del 1971 ha una committenza pubblica. che avrà anche un concorso di gruppo per la ristrutturazione del centro commerciale vicino al Pompidou. Struttura che al suo esordio si pone come estremamente innovativa, se consideriamo che il concorso per il progetto del centro Pompidou è del 1971. In questa particolarissima struttura trasparente -la sua trasparenza è mitigata soltanto dalla presenza degli elementi tubolari che costituiscono le scale di accesso- in cui l'utilizzo di tecnologie avanzate concorrono all'esaltazione dell'estetica della macchina, troviamo un riferimento nel precedente fenomeno Archigram gruppo che lavora sul filone dell'utopia. Per gli Archigram ed i metabolism infatti, già dagli anni '60 soccorre sottrarre importanza al concetto che vede il disegno della facciata e delle componenti e dei dettagli come architettura in sé e conferirla invece alle relazionitra spazi e funzioni. La critica mossa all'architettura del Beaubourg, si attesta prevalentemente nel considerare questo edificio come un ritorno all'esaltazione della macchina e quindi l'essere una sorta di costruzione neofuturista. In realtà la proposta progettuale del Beaubourg, con la sua leggerezza e trasformabilità, oltre che essere innovativa ha stravolto alcuni basilari concetti come quello che mira ad anteporre il valore del peso e della materialità in una struttura architettonica.