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Storia dell'Arte

Preistorica

E' difficile parlare di arte per un tempo di cui ancora oggi poco si conosce. E' difficile parlare di arte per un uomo che con ogni probabilità era oppresso dalle fondamentali esigenze del vivere, come ripararsi, nutrirsi, curarsi. Ma l'atto del comunicare, è sicuro che da sempre si sia rivelato come lo strumento principale per rapportarsi ai propri simili… e l'arte in questo periodo è rappresentata proprio dall'arte di comunicare in una epoca senza mezzi, in cui le esperienze degli uomini erano la sola vera ricchezza che si poteva possedere.
Alle origini dell'arte si pone quindi tutta quella attività espressiva nata dall'esigenza di formulare un linguaggio comunicativo diretto. L'oggetto del comunicare è l'esperienza, quella pratica per potere vivere e quella legata ad una esigenza dell'anima. Perché, sin dagli albori della vita dell'uomo, è presente la ricerca di Dio, di un qualcosa o qualcuno al quale rivolgersi affinché quelle esigenze fondamentali venissero soddisfatte. Nasce così il concetto di propiziare, e contemporaneamente tutti quei riti legati alla propiziazione che hanno dato luogo a tutta quella serie di incisioni rupestri, dipinti e oggetti di pietra scolpita che oggi formano il repertorio artistico di riferimento per una definizione di “arte preistorica”. Un primo approfondimento si può tentare per il periodo paleolitico.
Le raffigurazioni erano spesso realizzate all'interno di caverne ed in mancanza di strumenti, si dipingeva con le dita utilizzando colori di origine vegetale e animale. In territorio europeo, alcune testimonianze significative del periodo paleolitico, sono in genere rappresentate da piccole sculture femminili incise o scolpite su avorio o pietra, chiamate veneri o madre natura, perché si pensa servissero a propiziare l'elemento fecondo della natura; in esse risultano particolarmente accentuati non il viso, bensì le caratteristiche fisiche come il seno, il ventre e i fianchi che simboleggiano la funzione riproduttiva femminile.
In Sicilia, troviamo interessanti testimonianze note in ambito europeo. Sono state infatti scoperte grotte popolate già a partire da circa 16.000 anni fa nel Paleolitico superiore, fino a tutto il Mesolitico, circa 8.000 anni fa. E' il comprensorio palermitano a rivestire, un importante ruolo nel contesto mediterraneo, grazie alla incredibile offerta di rappresentazioni artistiche paleo-mesolitiche incise sulle pareti di alcune grotte, tra le quali spiccano quelle dell'Addaura e di Niscemi.
A Palermo nella grotta dell'Addaura sul monte Pellegrino, incisioni parietali preistoriche raffiguranti scene rituali o di iniziazione sono fra le più realistiche espressioni di arte rupestre paleo-mesolitica e si riferiscono a probabili consuetudini rituali che scandivano la vita della comunità. Ciò ha indotto gli studiosi a ipotizzare un livello di socialità e di aggregazione già perfettamente plasmata e una serie di regole rituali già organizzate.
Non mancano, nel medesimo comprensorio, i tradizionali complessi di graffiti di immagini venatorie, come quello della Grotta Niscemi, che ci riporta alle pratiche iniziatiche per propiziare la caccia e alle esigenze di trasmettere le esperienze di caccia alle generazioni successive.
A Levanzo, nelle isole Egadi, nella grotta di cala dei genovesi sono stati scoperti graffiti rupestri raffiguranti animali e figure umane (10.000 A.c. circa) riprodotti con naturalismo e prospettiva.
I primi insediamenti neolitici dell'area mediterranea sono individuati nelle regioni del Medio Oriente e nel basso corso del Nilo, da cui si sono diffuse, in seguito, varie correnti culturali verso l'Occidente. In Sicilia, così come in Liguria e in Puglia, l'età neolitica ha generato la cultura della ceramica impressa.
Dopo il 5000 A.c. la più antica cultura neolitica in Sicilia sembra essere quella nota come civiltà di Stentinello, villaggio fortificato situato 5 km a nord di Siracusa che ha riportato numerosi vasi di terracotta decorati a impressione con il punzone o con l'unghia e utensili litici di selce, basalto e ossidiana. Nel periodo neolitico l'attività rappresentativa dell'uomo, si svilupperà attraverso la formulazione di segni grafici sempre più simbolici e convenzionali interpretabili come prime rudimentali forme di scrittura. L'allevamento del bestiame e l'agricoltura contribuiranno a sancire l'indipendenza dell'uomo dalla natura.
Altre tappe fondamentali saranno la nascita della navigazione, della lavorazione della ceramica e dei tessuti. Con l'età del bronzo si entrerà nella Protostoria, cioè in quel periodo di transizione che si comprende tradizionalmente a cavallo tra i tempi storici e quelli preistorici.

Paola Campanella