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Premessa

Le saline di Marsala, TPL'interesse nei confronti del paesaggio è oggi sancito da una serie di documenti internazionali come la “Convenzione Europea del Paesaggio”(1) del Consiglio d'Europa, la Carta del restauro di Cracovia del 2000, la tutela dei “Paesaggi culturali” come Patrimonio della Umanità operata dall'Unesco, ecc… La Convenzione europea vede oggi nel Paesaggio una risorsa culturale ed economica e ciò risponde ad una linea di pensiero ormai ampiamente condivisa da diversi Paesi europei in questi ultimi decenni. Nella Convenzione si pone per la prima volta il problema della pianificazione non solo dei paesaggi esistenti ma di quelli che si prefigurano come futuri. Oltre alla necessità di salvaguardia dei paesaggi nei quali si riconoscano universalmente delle qualità, si sottolinea l'urgenza di recupero delle aree degradate, delle zone industriali dismesse, delle zone di agricoltura periurbana o di frangia. Si porta all'attenzione comune il tema della qualità delle aree in via di profonda trasformazione e quello della qualità nei nuovi paesaggi, proponendo una maggiore attenzione nell'intraprendere interventi di adeguazione infrastrutturale come le strade, le grandi vie di comunicazione ecc… Oggi il paesaggio viene considerato un unicum mutevole, in cui tracce del passato si intrecciano con le presenti contribuendo a determinarne l'immagine complessa. Esso non si vede più in termini statici ma come qualcosa in continua evoluzione sia per le azioni antropiche sia per quelle naturali, che trasformano il territorio arricchendolo di nuovi elementi e significati, in un processo costante e inevitabile. E' ormai noto che in Sicilia molti siti sono stati già riconosciuti dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità, confermando l'altissimo valore di tipo ambientale e storico-culturale di molte località. Tali riconoscimenti sono stati dati sia in ragione della loro riconosciuta bellezza di tipo universale, sia perché essi denotavano particolari caratteri di identità culturale di una civiltà. La globalizzazione dei processi economico-sociali e la massificazione di tutte le espressioni di tipo socio-culturale della nostra società fa sì che oggi, più che in passato, emerga un bisogno di identità e di appartenenza ad un contesto. Ciò si riflette nei vari dibattiti in tema di Paesaggio, in cui si tende a conferire un maggiore rilievo ad iniziative di rafforzamento di quel senso di identificazione da parte dell'uomo con la sua terra, attraverso un recupero e una valorizzazione delle sue radici culturali, nell'ottica di una vera e propria difesa dei valori territoriali minacciati da un sempre più incombente pericolo di omologazione. Partendo dal principio che non bisogna mai confondere il rafforzamento delle identità culturali con una forma di chiusura verso le altre culture, che, specialmente in Sicilia, hanno sempre rappresentato motivo di arricchimento, la necessità di tutelare, e quindi saper leggere tali identità, diventa oggi un mezzo per garantire la sopravvivenza di un vasto patrimonio, fatto di eredità materiali ed immateriali(2). Occorre oggi avere gli strumenti per valutare correttamente la capacità di tale patrimonio di costituire valida risorsa per la progettualità locale e per attivare, politiche utili ad una valorizzazione attiva che si orienti verso uno sviluppo territoriale regionale. Ciò attraverso l'individuazione delle potenzialità dei diversi sistemi e considerando il territorio come " sistema", organismo di tipo diffuso, e non come somma di singole aree.


1 la Convenzione europea del paesaggio firmata a Firenze il 20 ottobre 2000, ha come principi:
-  la tutela del paesaggio comporta il perseguimento di uno sviluppo sostenibile fondato su equilibrate e armoniose relazioni tra bisogni sociali, attività economiche ed ambiente;
-  il paesaggio ha un importante ruolo di pubblico interesse nei settori culturali, ecologici, ambientali e sociali e può costituire una risorsa favorevole all'attività economica, contribuendo alla creazione di posti di lavoro;
 la Convenzione prevede misure generali atte a realizzare obiettivi di qualità paesistica, protezione, gestione e sistemazione del paesaggio;
 

2 Il "bene culturale immateriale", in quanto elemento fondamentale per la costruzione della coscienza civile dei singoli e delle comunità, contribuisce anch'esso alla formazione della nostra identità. In Sicilia allo scopo di tutelare tutto le antiche manifestazioni ed espressioni culturali e sociali come gli antichi metodi di realizzazione di opere artigianali ed i mestieri tradizionali, ma anche i canti e le musiche, i balli, i saperi produttivi da cui la alla tradizione eno-gastronomica, le celebrazioni laiche e religiose e le semplici usanze e locuzioni che, per la loro natura effimera, possono facilmente andare incontro all'oblio essendo in gran parte in mano a poche persone che sono le ultime in vita in grado di poterle tramandare nasce il REI, -Registro delle Eredità Immateriali- istituito in Sicilia insieme al relativo Programma Regionale di valorizzazione, che segue le indicazioni dell'UNESCO**, (che con la «Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale», emanata il 17 ottobre 2003, ha definito le Eredità Immateriali come le “tradizioni orali ed espressioni, compreso il linguaggio come veicolo del patrimonio culturale immateriale, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e rituali, gli eventi festivi, le conoscenze e pratiche concernenti la natura e l'universo, i saperi legati all'artigianato di generazione in generazione oralmente, esprimente un senso di continuità storica ed elemento essenziale dell'identità culturale”. Accanto al Patrimonio (materiale) dell'Umanità, viene riconosciuto per la prima volta anche il Patrimonio Immateriale.  L'Opera dei Pupi di Sicilia individuata come uno dei Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità insieme ad altre 47 opere tra canti, riti, celebrazioni, spazi culturali, espressioni artistiche e teatrali. Per la formazione del REI suddiviso in 5 volumi, si effettuerà provincia per provincia, un censimento del patrimonio culturale, unendo quei dati frammentari che compongono l'unicum socio-culturale della Sicilia

 
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