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Michelangelo Buonarroti (6 marzo 1475 – febbraio 1564)dalla pietra alla vitaScultore, pittore, architetto… Chi era veramente Michelangelo, o meglio, di quale delle arti riteneva lui stesso essere migliore interprete. Oggi, osservando le sue opere, ci accorgiamo che da pittore, usava trattare i personaggi dipinti come fossero statue. Da architetto i suoi edifici come imponenti e articolate sculture a cielo aperto. La scultura, dunque, pare sia stata preponderante nel connotare tutto il suo linguaggio, coinvolgendo quello pittorico e quello architettonico. Eppure, quando, ormai anziano e ricco della stima di quanti conoscevano la sua arte, ricevette una lettera indirizzata allo scultore Michelangelo, scrisse: “dite a costui, di non indirizzare le lettere “allo scultore Michelangelo”, poiché qui sono conosciuto solo come Michelangelo Buonarroti… non sono mai stato pittore o scultore di Bottega… per quanto abbia servito i Papi, ma a questo fui costretto”. Il contesto sociale e culturaleTra il 1500 e il 1525 Roma assume il ruolo di capitale del mondo Cattolico, e i Papi, come Giulio II, prendono parte attiva sia nella politica che nell'arte. Agli inizi del 1500 sono proprio i Papi a fare giungere a Roma i massimi artisti dell'epoca come Bramante, Michelangelo e Raffaello. Nel corso del secolo, l'impostazione degli assetti politici europei muta anche in relazione alla riforma luterana, che, con la messa in discussione della supremazia della Chiesa romana, causerà una divisione del mondo cristiano. La Spagna assumerà un ruolo di rilievo con l'acquisizione della corona imperiale, mentre l'Italia perderà progressivamente quella autonomia che nel corso di tutto il 1400 l'aveva contraddistinta. Nel 1527 il “sacco di Roma” compiuto dalle truppe di Carlo V, assesterà un duro colpo al già vacillante potere dei Papi, tanto da fare accettare a Clemente VII l’incoronazione di Carlo V a Bologna, nel 1530. La fine della Repubblica Fiorentina sarà il periodo più triste di Michelangelo. Ha scritto C. G. Argan nella sua “Storia dell’arte italiana”: “Benché repubblicano convinto, è sopraffatto dal terrore degli eventi: Fugge a Ferrara e a Venezia, (1529), vorrebbe riparare in Francia Firenze lo bandisce come disertore ribelle, poi lo perdona e lo richiama. Nascosto e sgomento assiste alla caduta della città; e solo più tardi, timidamente, riprende i contatti con il Papa, che nel 1534 lo incarica di completare la decorazione della Cappella Sistina”. Scoprire MichelangeloDi Michelangelo, si è tanto parlato, scritto, indagato… Forse oggi però il modo migliore per rendere omaggio a questo grande artista del passato è ripercorrere la sua figura come un territorio inesplorato, per tornare a meravigliarci di fronte alla sua grandezza. Oggi, che tutto ciò che di bello il rinascimento ha prodotto è dato quasi per scontato, scoprire Michelangelo, è un’impresa a dir poco ardua. Occorrerebbe cancellare dalla nostra mente opere sublimi come la Pietà o il David, dimenticare la maestosità della Cupola di San Pietro e la bellezza inebriante degli affreschi della Cappella Sistina, e provare a rimirarli con occhi nuovi, lasciandoci andare allo stupore. Lo stesso stupore di chi, per la prima volta, osservò i suoi capolavori, e cioè i contemporanei di Michelangelo. L'ansia e il tormento interiore costituiranno per Michelangelo la spinta per la creazione di molte delle sue opere artistiche. La drammatica espressione, il senso di smarrimento, la tensione verso la ricerca, tutti sentimenti di cui il secolo 1500, sarà portatore sono sintetizzati in questa straordinaria figura di artista che, alla fine della sua vita, intuirà il senso ultimo dell'esistenza con la poetica del “non finito”. Michelangelo Buonarroti nasce nel 1475, nell’aretino, a Caprese, cittadina di cui suo padre era, al tempo, podestà. Compie suoi studi a Firenze dove, dopo poco, la sua famiglia si trasferisce. Frequenta dapprima la bottega del Ghirlandaio, maestro della pittura del tardo ‘400. Michelangelo non subisce alcuna influenza da parte del suo primo maestro e prende a studiare le opere di Giotto, Masaccio e Donatello. La collezione dei Medici comprendeva a quei tempi molte sculture greche e romane… Michelangelo, animato dalla voglia di studiarle, si accosterà a quel mondo mediceo ricco di stimoli culturali frequentando il giardino dei Medici. Qui avrà modo di entrare in contatto con figure come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola. Michelangelo è un artista del suo tempo e in piena comunione con lo spirito rinascimentale si nutre di una cultura che sostiene che, attraverso lo studio della natura, si può pervenire alla bellezza. Era rimasto affascinato dalla capacità degli antichi di riprodurre aspetti del corpo umano tenendo conto dei muscoli, delle loro torsioni e tensioni. Michelangelo però maturerà presto l’idea che l’imitazione della natura non porta alla bellezza se non si trae da essa ciò che è migliore. Occorreva a suo avviso cercare di pervenire ad una bellezza più elevata di ciò che esisteva in natura. A questa bellezza tese, in vario modo, per tutta la sua vita. |
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