Glossario - P
- pala
- in arte indica una tavola dipinta (o anche scolpita, in legno o marmo, posta sull'altare e spesso inserita in una cornice architettonica.
- palette
- tavolozza di colore. Indica oggi anche la quantità e qualità dei colori in un'immagine digitale.
- pancromatica
- si dice dell'emulsione sensibile alla luce rossa, verde e blu che permette la registrazione dei toni di grigio, quasi con la stessa luminosità relativa dell'occhio umano.
- panel
- tipo di cartoncino fotografico del formato mm 330x203. il panel grande presenta invece un formato di mm 450x280.
- papirografia
- si indica così il procedimento fotomeccanico utile a stampare un'immagine chiaroscuro su di una superficie bicromatata.
- parametri urbanistici
- criteri che regolano l'utilizzazione delle aree e l'edificazione delle varie zone del territorio comunale, stabiliti in relazione agli usi del suolo ecc…
- parasta
- in architettura, è l'elemento verticale di sostegno, per lo più sotto forma di pilastro, con base, fusto e capitello, in parte sporgente, in parte incassato in un muro: può servire di rinforzo a una parete o come elemento di appoggio per un arco, una colonna, una trave o una finestra.
- pastelli
- in arte, sono i pigmenti in polvere, mescolati con una piccola quantità di gomma arabica usato come agglomerante e riprodotti in forma di bastoncini. Il termine generalmente può indicare i colori tenui e luminosi.
- pellicola
- emulsione fotografica stesa su un supporto di plastica trasparente e flessibile. La pellicola a colori persenta la particolarità sulla struttura pellicolare di avere tre strati sensibili distesi sovrapposti, ciascuno con uno dei tre colori fondamentali.
- pellicolaggio
- procedimento consistente nel distaccare una pellicola di gelatina o di collodio dal suo supporto per trasportarla su un supporto diverso.
- piani urbanistici attuativi di iniziativa pubblica o privata
- sono strumenti urbanistici di dettaglio approvati dal comune in attuazione del regolamento urbanistico. Possono essere sia di iniziativa pubblica che privata.
- piano dell'edilizia economica e popolare
- strumento di pianificazione che contempla le aree del territorio destinate agli interventi di edilizia sociale.
- piano di un edificio
- è lo spazio di un edificio, racchiuso o meno da pareti perimetrali, limitato da un pavimento e da un soffitto che può essere orizzontale, inclinato o curvo.
- piano strutturale
- è uno strumento di regolamentazione del territorio, nel quale si definiscono regole, indirizzi e parametri per la redazione degli strumenti gestionali. Di lunga durata, tale piano richiede per essere varato il consenso di altre amministrazioni.
- pigmento
- in arte indica quella particolare materia utile a preparare il colore col quale si può dipingere, una volta mescolato con solventi quali olio di semi o rosso d'uovo.
- pilastro
- elemento architettonico avente funzione di sostegno. Può avere sezione circolare, quadrangolare, poligonale, cruciforme, a fascio.
- pinnacolo
- elemento architettonico a forma di piccola torre con cuspide (guglia piramidale o conica), posto al vertice di un edificio, di un contrafforte.
- pixel
- - da picture element, elemento immagine. È l'unità di misura della risoluzione di monitor e unità fotografiche digitali e l'elemento minimo che compone un'immagine digitale.
- planografia
- incisione in piano, su pietra litografica o su zinco.
- platinotipia
- tipo di stampa con carta ai sali di platino, risalente al 1873 circa, che si basa sulla proprietà dei sali di ferro di passare dallo stato ferrico a quello ferroso per esposizione alla luce.
- playertipia
- procedimento di stampa che si utilizza nella riproduzione fotografica diretta delle incisioni.
- plein air
- si usa indicare la pittura all'aria aperta, tale modo di dire risale all'ottocento.
- pluteo
- balaustra di forma parallelepipeda che separa il presbiterio nelle chiese paleocristiane e medievali; può essere in legno, metallo, pietra o marmo, a rilievo, intarsio o mosaico e presentare motivi simbolici,
- pochet
- tipo di cartoncino fotografico del formato mm 70x35.
- polimaterico
- insieme di materiali diversi presenti in un unico oggetto.
- polittico
- dipinto o rilievo formato da più pannelli incernierati tra loro.
- portale
- porta monumentale d'ingresso a un edificio civile o religioso di rilevante valore architettonico.
- portfolio
- cartella in cui sono raccolte fotografie scelte e organizzate generalmente dallo stesso autore. Indica anche l'edizione limitata di un gruppo di immagini selezionate da un gallerista o da un editore d'arte conservate un una cartella.
- portico
- parte di un edificio, con un lato aperto ad arcate o ad architrave, poggiante su colonne o pilastri, con funzione decorativa o di riparo.
- posa b (bulb)
- tempo di esposizione prolungato, utilizzato soprattutto per le riprese notturne. Praticamente l'otturatore rimane aperto finché si tiene premuto il pulsante di scatto. La posa b con flash è come la posa b, ma con aggiunta del lampo per illuminare il soggetto in primo piano.
- positivo
- immagine fotografica, generalmente ne indica la stampa.
- posizione user
- richiama istantaneamente una serie di impostazioni preselezionate dall'utilizzatore, inerenti le modalità di esposizione, di avanzamento e di misurazione.
- posthumous
- fotografia stampata da negativo originale dopo la morte dell'autore.
- power zoom
- obiettivo zoom a traslazione motorizzata, alimentata dalle batterie del corpo camera. mette a disposizione diverse modalità esclusive, come lo zoom clip, l'imago size tracking e l'effetto zoom.
- presbiterio
- spazio intorno all'altare, riservato al clero per le funzioni religiose: in genere è separato da transenne o balaustre dal resto della chiesa.
- priorità dei diaframmi
- consente al fotografo di impostare manualmente il diaframma, mentre la macchina fotografica calcola il tempo di scatto al fine di una corretta esposizione della fotografia in base alle indicazioni dell'esposimetro. Invece la priorità dei tempi è al contrario. Il fotografo imposta il tempo di scatto, l'esposimetro della fotocamera regola il diaframma per ottenere una buona esposizione della fotografia.
- procedimento a colori additivo
- procedimento risalente al 1861; è la stampa di un negativo a colori su materiale fotografico mediante tre esposizioni separate attraverso filtri di selezione rosso, verde e blu (colori primari additivi). la stampa a colori additiva si può ottenere anche facendo tre esposizioni separate con negativi di selezione attraverso un filtro rosso, uno verde e uno blu. ogni negativo è un'immagine in b/n di uno dei tre colori primari dell'originale.
- procedimento a colori sottrattivo
- stampa di un negativo a colori su materiale fotografico mediante una singola esposizione a luce bianca equilibrata attraverso una combinazione di filtri compensatori ciano, magenta e giallo (colori primari sottrattivi) oppure con filtri per la stampa a colori.
- procedimento ai sali di ferro
- procedimento basato sulla proprietà di alcuni sali ferrici di essere ridotti a sali ferrosi per azione della luce.
- procedimento al carbone
- tale procedimento di stampa brevettato nel 1855, consisteva nel mescolare particelle di carbone con gelatina e bicromato di potassio. In pratica la carta veniva ricoperta con l'emulsione e asciugata; successivamente, dopo l'esposizione attraverso il negativo, si scioglievano in acqua le parti non impressionate, ottenendo cosi un'immagine con chiaroscuri proporzionali alla densità e alla trasparenza del negativo. I mezzi toni non erano resi in maniera soddisfacente e nel 1864 si brevettò un procedimento di trasporto (transfert) su carta al carbone, acquistabile in commercio in tre diverse gradazioni di contrasto e in tre differenti colori, nera, seppia e bruno-rossastra, che doveva essere sensibilizzata in soluzione di bicromato di potassio. una volta asciugato, il foglio era esposto a contatto con un negativo e quindi immerso nell'acqua insieme ad un foglio di carta bianca, poi, quando i fogli erano ben umidi, venivano fatti asciugare e poi di nuovo immersi in acqua calda. La gelatina che non era stata esposta si dissolveva, permettendo così al fotografo di togliere il supporto di carta e conservare invece la superficie esposta; poiché l'immagine era rovesciata di lato, solitamente si eseguiva un secondo transfert.
- procedimento al ferroprussiato -
- vedi cianotipo.
- procedimento alabastrino
- in associazione con la tecnica del collodio umido. serve alla produzione di positivi su vetro, direttamente dal negativo.
- procedimento alla colla di pesce
- procedimento fotomeccanico utilizzato per la stampa di immagini retinate su superfici di rame e zinco. la colla di pesce, ben filtrata, sola o in soluzione di albumina, va sensibilizzata con bicromato di potassio e poi stesa sulla superficie metallica del supporto. dopo la stampa si sviluppa in acqua semplice, infine la lastra può essere posta in morsura in acqua forte oppure in soluzione di cloruro ferrico.
- procedimento alla gomma bicromatata
- si basa sulla proprietà della gomma arabica, in presenza di bicromato di potassio, di modificare la propria idrosolubilità se esposta per qualche tempo alla luce;. quanto più forte è l'azione della luce sulla gomma bicromatata tanto meno facilmente questa si scioglie.
- procedimento all'albumina
- ideato da Niépce nel 1848, fu utilizzato per la preparazione di lastre fotografiche negative su vetro; tale procedimento si basa su alcune proprietà dell'albumina -sostanza proteica costituente fondamentale delle cellule e di altri tessuti vegetali-. L'albumina per l'utilizzazione in fotografia viene estratta dal bianco d'uovo. Usata prima come mezzo per il mantenimento dei sali d'argento nella fabbricazione di negativi su lastra di vetro e poi nella fabbricazione di carta albuminata, secondo la tecnica inventata da Blanquart-Evrard nel 1850: si ricopriva la carta con bianco d'uovo nel quale erano sciolti bromuro di potassio e acido acetico. una volta asciutta la carta veniva agitata leggermente sulla superficie di una soluzione di nitrato d'argento, poi di nuovo asciugata. la carta sensibilizzata era messa a contatto con il negativo in un telaio di vetro, ed esposta alla luce del sole per diversi minuti, talvolta anche per ore, finché appariva un'immagine; successivamente la stampa veniva messa in una soluzione di cloruro d'oro che le dava una sfumatura di un marrone intenso, fissata in iposolfito di sodio, lavata completamente e asciugata.
- procedimento all'asfalto
- vedi bitume di giudea.
- procedimento alle polveri
- variante di quello alla gomma bicromatata, che viene cosparsa di polvere colorata finissima.
- procedimento all'inchiostro grasso
- vedi fotocollografia e oleotipia.
- procedimento all'inchiostro
- o alla gomma bicromatata, immersa in soluzione di pirogallolo, poi di solfato ferroso. si ottiene così un'immagine di inchiostro al pirogallato di ferro.
- procedimento all'uranio
- i sali di uranio sono fotosensibili e vengono talvolta utilizzati per la produzione di emulsioni fotografiche, con composti come sali d'oro, d'argento, di rame o di ferro per ottenere stampe policrome.
- procedimento bayard
- dal nome di H. Bayard che nel 1839 mise a punto un procedimento per ottenere immagini positive stabili e di buona qualità su carta, questo procedimento consisteva nell'immergere la carta in soluzione di cloruro alcalino e nitrato d'argento. l'annerimento si otteneva per prolungata esposizione alla luce. per poterla impiegare occorreva immergere la carta in soluzione di ioduro di potassio, esporla umida, infine lavarla e fissarla.
- procedimento colas
- procedimento positivo ai sali di ferro, utilizzato per la stampa di disegni ed immagini prevalentemente al tratto.
- procedimento crystoleum
- procedimento di fotominiatura ad olio su pellicola preventivamente incollata su una lastra di vetro convessa.
- procedimento diazotipico
- procedimento per ottenere stampe positive di vari colori su carta, seta e tessuti.
- procedimento fresson
- vedi carta al carbone.
- procedimento goopil
- metodo di fotoincisione basato sulla elettrodeposizione di rame su un'immagine alla gelatina bicromatata.
- procedimento joly
- - vedi negativo a colori per addizione.
- procedimento pellet
- procedimento auto-positivo che da luogo ad un'immagine bianca su fondo blu.
- procedimento sanger sheperd
- procedimento di stampa a tre colori.
- procedimento transferrotipico
- consiste nella realizzazione di un positivo al collodio cloruro su una superficie appositamente preparata, per poi trasportare la pellicola su di un supporto definitivo.
- procedimento van dyke
- vedi callitipo.
- profondità di colore
- in fotografia è la quantità di sfumature di grigio o di colore presenti in un'immagine digitale.
- programma integrato d'intervento
- strumento urbanistico facoltativo che seleziona gli interventi da realizzare nel breve periodo, individuando le risorse del territorio utilizzate. sovente è accompagnato da una valutazione economica dei costi di realizzazione.
- progress photograph
- serie di fotografie scattate ad intervalli prefissati dallo stesso punto di ripresa per documentare le fasi di un fenomeno o di un'attività. ad esempio le fasi di costruzione di un edificio.
- promenade
- in fotografia indica il tipo di cartoncino fotografico del formato mm 190x93.
- prospettiva
- tipo di disegno utile per rappresentare tridimensionalmente gli oggetti su di una superficie piana - bidimensionale. La formulazione scientifica dei principi mediante i quali si è pervenuti alla illusione diprofondità, risale al quattrocento. La prospettiva aerea invece è definita anche atmosferica o dei colori, ed è la rappresentazione artificiale delle alterazioni di colore che si manifestano nell'apparenza degli oggetti lontani per causa della torbidezza dell'aria.
- protiro
- tipico dell'architettura romanica, era posto sulla facciata di una chiesa ornandone e coprendone il portale. Il p. poggia per un lato sulla facciata ed è sorretto dall'altro lato da colonne o pilastri, spesso poggianti su leoni stilofori.
- provino a contatto
- stampe positive di negativi posti a contatto, e non per ingrandimento, sulla carta fotosensibile.
- pulpito
- è la struttura in legno, marmo o pietra, presente negli edifici religiosi, a pianta in genere poligonale, destinato, al predicatore. Il p. può essere anche autonomo o addossato a una colonna, fuori del presbiterio.
- punta d‘argento
- strumento metallico che regge una punta d'argento. Il termine è usato anche per indicare i disegni eseguiti a punta d'argento fatti su una carta specialmente preparata caratteristico per delicate linee grigio - chiare di eguale intensità e spessore.
- punta secca
- in arte è lo strumento di acciaio con il quale si può disegnare direttamente sulla lastra di rame, incidendo il metallo e staccando dei filamenti detti barbe.


