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Caltabellotta

Veduta di CaltabellottaCaltabellotta, l'antica città triokala, dalle tre cose belle, chiamata così per l'amenità del suo territorio, l'abbondanza delle acque e la fertilità del suo terreno, si trova a soli 20 km. di distanza da Sciacca. Ricca di mandorli, ulivi, vigneti e agrumeti, Caltabellotta è situata a 758 mt. s.l.m., ed offre al visitatore un panorama talmente vasto da far giungere lo sguardo, in giornate che garantiscono una buona visibilità, sino alle coste occidentali trapanesi da una parte e sino all'Etna dall'altra.
Dal nome arabo Kal'at ballut, “rocca delle querce”, Caltabellotta è una città ricca di storia e di importanti testimonianze architettoniche. Scavi effettuati intorno alla II metà dell''800 spinsero alcuni studiosi a sostenere che in era pre-ellenica nel territorio di Caltabellotta sorgeva l'antica Kamikos del mitico Re Kokalos.
Conquistata nel 1090 da Ruggero il Normanno, fu in seguito dominata dai Conti Luna e dai Moncada passando poi sotto la giurisdizione di G. Alvares di Toledo.
Veduta di CaltabellottaSulla sommità della rocca sotto la quale la città si raccoglie ed adagia, è possibile ancora oggi visitare i resti del castello normanno che fu teatro, della storica “pace di Caltabellotta”, firmata da Federico II d'Aragona e da Roberto, figlio di Carlo II D'Angiò nel 1302, per porre fine alla guerra del vespro e sancire la pace tra Angioini ed Aragonesi.
PanoramaLa parte alta di Caltabellotta costituisce il nucleo abitativo più antico della città…Fra le tante emergenze architettoniche spicca la Vecchia Chiesa Madre, fondata da Ruggero nel 1100, recentemente riaperta al pubblico.
La chiesa presenta una facciata molto semplice, in pietra viva, arricchita solamente da un portale ogivale. Ai piedi della rupe Gocala invece si trovano le chiesa di St. Agostino e di san Lorenzo, che costituiscono un unico edificio con un elegante portale barocco e un campanile. La chiesa di san Lorenzo, sconsacrata, è utilizzata per scopi socio-culturali.
Nella piazza Umberto I, si trova il Municipio e la chiesa del Carmine che conserva al suo interno una bellissima Madonna delle Grazie di A. Gagini del 1534. Da vedere anche la Chiesa e il convento dedicati a San Pellegrino, le rovine della chiesa e del convento di San Benedetto e la piccola chiesa della Pietà, che fu edificata sopra una grotta.

 
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